RITRATTI - F1 | Nigel Mansell, il Leone d'Inghilterra

Nigel Mansell - Pilota Formula 1 - Williams Renault Nigel Mansell - Pilota Formula 1 - Williams Renault E-motors

Restare nell'immaginario collettivo dello sport, nel cuore delle persone, sia per quanto si è fatto, sia per il personaggio che si è in qualche modo interpretato. Si pensa sempre a questo, quando si fa riferimento a Nigel Mansell, pilota britannico protagonista in Lotus, Ferrari, Williams e brevemente in McLaren a cavallo di fine anni '80 - inizio anni '90. I suoi baffoni e la sua esuberanza, abbinata ad una buona dose di sfortuna, che non gli hanno permesso di vincere di più, di quanto in effetti abbia poi portato a casa, anche se si chiamano un titolo Mondiale e un titolo di Indy Car, dove al famoso tris per entrare nel novero dei più grandi gli sono mancate solo la 24 Ore di Le Mans e la 500 Miglia di Indianapolis. Cosi riflettendo sul Leone d'Inghilterra, viene in mente un Gran Premio su tutti, per chi come la maggior parte degli italiani ha semplicemente un cuore rosso. Agosto 1989, Ungheria e una rimonta che è entrata di diritto nella storia della Formula 1, ma andiamo ovviamente per gradi, raccontando passo dopo passo la carriera di uno dei piloti più iconici dell'epoca.

Nigel Mansell - dalla Lotus, alla Williams

Inizia con il kart un pò come la stragrande maggioranza dei piloti, sia dell'epoca sia dell'era moderna. Dopo gli ottimi risultati ottenuti nei kart, nel 1976 Mansell fa il debutto in Formula Ford. La sua prima stagione lo vede trionfare sei volte su nove gare. L'anno successivo invece prese invece parte a tutto il campionato e si laureò Campione di categoria. Ebbe anche un pericoloso incidente in cui si ruppe il collo, causa che gli fece rischiare di interrompere la sua carriera. Prese quindi parte al campionato di Formula 3 del 1978, ottenendo subito Pole Position e podio al debutto con la March. Effettua diverse prove con la Lotus dove nel 1980 diventa collaudatore, con Elio De Angelis e Mario Andretti come piloti ufficiali. In quell'anno gareggia contemporaneamente sia in Formula 3 che in Formula 2, dove con il nuovo motore Honda, sfiora la vittoria nel circuito di Hockenheim. La Lotus ci aveva visto giusto. E nella seconda parte del Mondiale di F1 del 1981 la scuderia inglese schierò una terza vettura, dove Nigel Mansell fece il debutto assoluto nella massima categoria. Con una macchina poco competitiva si fece comunque notare ancora una volta dai vertici.

 

E' nel 1984 che arriva la vera svolta, con prima Pole Position a Dallas e grazie ad una gara memorabile in cui commosse il mondo intero, quando dopo aver dominato per buona parte della corsa, venne sorpassato da diverse vetture, causa di un problema alle gomme. Infine la sua Lotus si piantò a pochi metri dal traguardo per un inconveniente tecnico, con Mansell che provò a spingere la vettura comunque fino all'arrivo, cadendo a terra svenuto. Sfiora la vittoria nel GP di Monaco, quello che in realtà rivelò al mondo il talento di Ayrton Senna, allora al volante della Toleman. La Lotus decise allora di rimpiazzare Nigel proprio con il brasiliano, cosi si aprirono le porte della Williams, targata del motore Honda Turbo.

Verso il termine del Mondiale del 1985 alla guida della FW10 Honda, il Leone d'Inghilterra conquista le sue prime vittorie in Formula 1, con doppietta prima a Brands Hatch nel Gran Premio d’Europa e quindi in Sudafrica. Il 1986 coincise con l’arrivo del due volte Campione del Mondo Nelson PiquetMansell stupì tutti, arrivando ad un passo dal titolo Mondiale, sfuggito ad Adelaide con la gomma scoppiata. Nigel chiuse quindi secondo, alle spalle della McLaren di Alain Prost. Sfortuna che in realtà continua anche nel 1987, dove nonostante i 6 successi all’attivo terminò alle spalle del compagno di scuderia Nelson Piquet, che arrivò al terzo titolo Mondiale in carriera. Nel 1988 il pilota britannico rimase alla Williams, nonostante la perdita dei motori Honda (passati alla McLaren, con risultati straordinari) e fù autore di una stagione poco brillante, con 14 ritiri su 16 gare. Due gli unici arrivi sotto la bandiera a scacchi, uno dei quali a Silverstone sul bagnato, dove arrivò l'annuncio del passaggio alla Ferrari per l'anno successivo.

 

Nigel Mansell - dalla vittoria al debutto all'impresa in Ungheria

In realtà la stagione 1989 per le rosse di Maranello non fù esattamente entusiasmante, con la McLaren Honda di Senna e Prost praticamente imbattibile, furono poche le gioie per la Ferrari. Al debutto in Brasile sulla 640 disegnata da John Barnard e dotata del nuovo cambio con comandi al volante, il primo a debuttare ufficialmente in gara su una monoposto di F1. Fù però in Ungheria che Nigel Mansell fece un vero e proprio capolavoro. Partito dalla dodicesima posizione, ma che in poco tempo recuperò ben sette posizioni, mettendosi in scia di Prost e dei primi. La Ferrari aveva trovato il giusto compromesso con le gomme da gara e nei tempi di Mansell era il più veloce, in un circuito dov'è praticamente impossibile effettuare sorpassi. Il sorpasso su Prost era stato favorito facendosi aiutare dalla scia, ma con Senna le cose erano ben diverse. Nel frattempo Mansell si prese il secondo posto, passando Patrese davanti ai box, ma in rettilineo la McLaren di Senna è ancora veloce e in curva Ayrton chiude, anche se Mansell ne ha di più. Serve un colpo di genio. Undici giri alla fine, Berger si ritira e tre curve dopo ecco che Senna si trova davanti un doppiato. Gli prende la scia e non può vedere cosa sta facendo Mansell. Le tre vetture sono una accanto all’altra, con Mansell che chiude la curva e passa la McLaren. Vittoria.

 

Due successi, il secondo che lo fà amare a anche oggi dal popolo della Ferrari, nonostante un 1990 non proprio brillante. Con l'arrivo in rosso di Prost al posto di Berger e con Mansell che soffre il francese, arrivando ad annunciare il ritiro (un bluff) in Inghilterra. Una sola vittoria in Portogallo, dove partito dalla Pole, strinse verso il muro il compagno di squadra Alain Prost (che arrivò a scambiare le vetture tra i due credendo che quella del pilota inglese fosse migliore), il quale partito secondo venne sorpassato da Berger e Senna su McLaren, con quest'ultimo che vinse il titolo a fine stagione.

Nigel Mansell - Il titolo in F1 e il trionfo in Indy

Il Leone d'Inghilterra torna quindi alla Williams, che nel frattempo con i motori Renault, si avvia verso un ciclo vincente chiuso nel 1997 (Mansell, Prost, Hill e Villeneuve, quattro titoli del Mondo con quattro piloti diversi), interrotto solo da Michael Schumacher su Benetton e chiuso da Hakkinen su McLaren. Alla Williams Mansell trova come compagno Patrese e nel 1991 vince tre Gran Premi di fila, Francia, Gran Bretagna e Germania, per poi trionfare in Italia e Spagna, chiudendo secondo nel Mondiale dietro il solo Ayrton Senna. E' il prologo per quanto accadrà l'anno successivo, quel 1992 che lo vede trionfare con 9 vittorie e 14 pole position su 16 gare. Campione del Mondo che lo porta allo stato attuale, ad essere dopo Lewis Hamilton il pilota britannico con più gran premi vinti in carriera. Al termine della stagione, il Leone d'Inghilterra decise per il ritiro dalla Formula 1, nonostante un accordo con la Williams per il 1993, ma con Prost come compagno di squadra. Il Leone si accorda quindi con il Team Newman Haas per correre in Formula Indy come compagno di Mario Andretti. Al primo anno negli States Nigel Mansell vinse subito il campionato andando forte sia sugli stradali, che sugli ovali. Arriva terzo alla sua prima 500 Miglia di Indianapolis dove riceve il titolo di “Rookie of the Year”.

 

Il 1994 lo vede nuovamente impegnato in America ma Frank Williams lo richiama in scuderia, per sostituire il compianto Ayrton Senna, rimasto vittima nel Gran Premio di San Marino a Imola. Mansell divide il sedile della seconda Williams (la prima è di Damon Hill, che perderà il titolo ad Adelaide in Australia con Michael Schumacher e il famoso incidente che coinvolse i due. Gran Premio vinto proprio da Mansell, all'ultimo trionfo in un GP di F1) alternandosi con il giovane David Coulthard. Chiude la carriera in McLaren, dove nel 1995 inizia la collaborazione con la Mercedes, ma il rapporto non durò granchè. Con problemi al sedile e con un abitacolo piuttosto stretto. Salta quindi le prime due gare in Brasile e Argentina, debuttando su McLaren a Imola, penultimo Gran Premio della sua carriera, perchè l'ultimo è il successivo in Spagna, dove al termine decide, applicando una clausola del suo contratto, di sciogliere anticipatamente la sua collaborazione, abbandonando in via definitiva la Formula 1. Nigel Mansell ha disputato un totale di 187 Gran Premi di Formula 1, con 31 vittorie, 32 pole position, 30 giri più veloci in corsa e 480 punti conquistati. Si è classificato per 82 volte a punti e per 59 sul podio, partendo in 56 occasioni dalla prima fila.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      Fabrizio Consalvi                           

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Fabrizio Consalvi

Caporedattore - Giornalista Pubblicista dal 2015

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