1984: e all'improvviso arriva Ayrton

Ayrton Senna sulla Toleman nel 1984 Ayrton Senna sulla Toleman nel 1984

Come nasce una leggenda. Oggi torniamo all’anno 1984, all’anno in cui, in Formula Uno, arriva un brasiliano che, in dieci anni, scriverà un grande pezzo di storia di questo sport, lasciando poi un ricordo indelebile in tutti noi. Parliamo di Ayrton Senna, uno che è sicuramente sul podio dei più grandi piloti di Formula Uno mai esistiti, la cui carriera si è interrotta tragicamente in un giorno di maggio del 1994, esattamente dieci anni dopo il suo esordio.

Ayrton inizia a gareggiare, come quasi tutti i piloti, sui kart dall’età di 13 anni, nel 1973, e undici anni più tardi disputa il suo primo Gran Premio di Formula Uno. Nel 1983 si mette in luce in F3, poi partecipa a dei test sia con la Williams che con la McLaren, si avvicina a lui anche la Brabham di Ecclestone ma alla fine, per una serie di circostanze, è la Toleman di Alex Hawkridge a ingaggiarlo, con un contratto da 100.000 sterline, per la stagione 1984.

Il debutto di Senna in Brasile nel 1984

Il primo appuntamento della stagione è a casa sua, è il Gran Premio del Brasile. Il 25 marzo del 1984 debutta in Formula Uno anche se, come accadrà anche a Schumacher nel 1991, non riuscirà a completare il suo primo gran premio. La sua Toleman è tutt’altro che una macchina competitiva, in qualifica si piazza al 17° posto, a quasi 5 secondi dalla pole di Elio De Angelis della Lotus, ma stacca il compagno di squadra Cecotto di 2’’. La gara parte bene, Senna risale fino al 13° posto ma all’8° giro il turbocompressore del suo motore Hart comincia a fare problemi, costringendolo al ritiro (poco dopo anche il suo compagno di scuderia sarà costretto  a fare altrettanto).

Basta però soltanto una gara di rodaggio, al giovane Ayrton, per iniziare a incamerare punti. Al secondo Gran Premio, in Sudafrica, Senna conquista il sesto posto. Parte dalla 6° fila, la gara è condizionata da tanti ritiri e incidenti, solo 11 vetture su 23 arrivano al traguardo, e tra queste c’è la sua Toleman, che Senna guida alla fine priva di muso anteriore, ma che si piazza sesta, in un Gp dominato dalle McLaren con Lauda primo e Prost secondo. La scalata di Senna continua nel Gran Premio del Belgio, terzo della stagione, quando dopo il 19° tempo in qualifica riesce ad arrivare al traguardo settimo, dopo una grande rimonta. La squalifica della Tyrrel di Bellof lo farà avanzare di una posizione, quel tanto che basta per prendere il suo secondo punto iridato.

Al quarto Gp c’è il San Marino, un Gran Premio che sarà fatale nel 1994, ma che è anche l’unico dove Senna, in tutta la sua carriera, non riuscirà a qualificarsi. I problemi con le gomme Pirelli della Scuderia portarono la Toleman a scendere in pista solo il sabato, senza un solo giro di prova al venerdì. Senna, con problemi al propulsore della benzina, non riesce a centrare un tempo valido e cosi è costretto a non poter partecipare al Gran Premio della domenica (dopo questa gara la Toleman passerà alle Michelen).

La Toleman, per il Gp di Francia, cambia la sua vettura, debutta la TG 184, più aereodinamica della precedente. In qualifica va meglio con il 13° posto ma in gara Senna è ancora tradito dall’affidabilità, con il turbocompressore che lo tradisce al 35° giro. I progressi della macchina sono però evidenti, sembra tutto pronto per quello che, a tutti gli effetti, è l’esplosione del brasiliano, che avviene nella gara seguente, quando si corre al Principato di Monaco.

Gran Premio di Montecarlo del 1984: nasce il mito di Senna

Sarà la gara che segnerà l’inizio dell’era di Ayrton Senna, anche se le premesse erano tutt’altro che incoraggianti. In qualifica, infatti, Senna si piazza tredicesimo, a più di 2’’ da Prost, che è in pole. Il giorno della gara, però, sul circuito si scatena un terribile nubifragio. Sulla pioggia, si sa, solo i migliori resistono, solo i migliori sono capaci di spingere al massimo. Con il passare dei giri molti piloti abbandonano, per uscite e guasti. Prost tiene dietro Mansell e Keke Rosberg, Senna comincia a guadagnare posizioni e si mette in scia a quest’ultimo. La pioggia prosegue, Mansell è costretto al ritiro dopo aver urtato le barriere, Senna continua a migliorare, quasi non curandosi delle condizioni meteo. Si lancia all’assalto di Rosberg e Arnoux e va a caccia di Niki Lauda, che riesce a sorpassare al 19° giro. Senna è secondo, sull’asfalto bagnato sembra volare, guida in modo impeccabile e guadagna circa 3 secondi a giro su Prost, che ha un vantaggio consistente. La pioggia aumenta ancora, Prost quando passa sul traguardo fa segno alzando il braccio che la gara va interrotta, che non si può guidare. A Senna tutto ciò non interessa, continua a correre, a volare, arriva a soli due secondi dal francese quando, al 32° giro, viene esposta la bandiera rossa seguita dalla bandiera a scacchi che chiude cosi la gara. Prost non taglia neanche il traguardo, fermandosi prima, Senna lo fa, ma il regolamento dice che vanno considerate le posizioni dell’ultimo giro terminato prima dello stop. Vince quindi Alain Prost, ed il Gp di Monaco 1984 resterà per sempre quello della vittoria “scippata” ad Ayrton Senna, fermato ad un passo dalla gloria. Lo stesso Senna, però, ammette che la sua monoposto aveva problemi e che probabilmente è stato meglio cosi, quel che è certo è che quel giorno, il 3 giugno del 1984, tutto il mondo si accorge del pilota brasiliano.

 


Ayrton Senna alla guida della Toleman nel 1984 al Gran Premio di Montecarlo

E’ il suo primo podio, ma non sarà l’ultimo di quell’anno da debuttante. In Canada Senna fa segnare il nono tempo con una Toleman che sembra rivitalizzata, in gara non va oltre la settima piazza non riuscendo cosi ad andare a punti, così come nel Gp seguente di Detroit, quando dopo una splendida qualifica chiusa al settimo posto è costretto al ritiro al 22° giro per la rottura della sospensione in un incidente con Alboreto.

 

GP MONACO 1984: la straordinaria gara di Ayrton Senna

 

Dopo un altro ritiro nel Gran Premio degli Stati Uniti per il cedimento della frizione, arriva la gara in Gran Bretagna, che segna un altro punto importante nella prima stagione di Ayrton in Formula Uno. La procedura di partenza viene ripetuta in due occasioni, dopo che il brasiliano è settimo in griglia. Nel secondo start va male, viene sopravanzato da diverse vetture ma non si perde d’animo, inizia a macinare chilometri e sorpassi, ed alla fine giunge addirittura terzo, alle spalle di Niki Lauda, vincitore, e del britannico Warwick. Senna inizia a far parlare di sé, di come sia possibile essere competitivo a grandi livelli con una macchina che non è propriamente una big. Arrivano le malelingue, che parlano di qualche trucchetto usato dalla monoposto, ma il brasiliano va avanti per la sua strada. Si prosegue in Europa, si va prima in Germania e poi in Austria, ma in entrambi i casi la sua monoposto non arriva al traguardo, in terra teutonica è un incidente al 4° giro a farlo fuori, stavolta per colpa sua, mentre in Austria, mentre sta compiendo un’altra delle sue rimonte ed è terzo, problemi alla pressione dell’olio lo costringono al ritiro.

Anche in Olanda non va meglio, con il propulsore Hart che lo tradisce al19° giro, mentre in Italia, a Monza, Senna non viene fatto correre. Gira la voce di un suo accordo con la Williams, la Toleman non ci sta e decide di partire al via con Johansson al suo posto. La querelle viene risolta, nessun accordo con la scuderia inglese, e Senna torna alla guida della sua vettura nel Gp d’Europa, nella quindicesima e penultima tappa del Circus. Dopo un dodicesimo posto in griglia al primo giro la sua macchina urta Keke Rosberg, autore di una pessima partenza, con il conseguente ritiro. La stagione sembra volgere al termine non nel migliore dei modi, ma c’è ancora il Portogallo per prendersi la gloria. In testa c’è il duello tra Lauda e Prost per il titolo di campione piloti, Senna sa già che sarà la sua ultima gara sulla Toleman (nel 1985 passerà alla Lotus). In qualifica Piquet è il più veloce di tutti, dopo una buona partenza Ayrton riesce ad essere quarto, dietro De Angelis. Senna continua a spingere, Lauda prosegue la sua rincorsa dopo esser partito attardato, ed al 52° giro è Mansell a dare forfait con un testacoda. Senna spinge e deve farlo al massimo, perché dietro di lui c’è Alboreto su Ferrari che guadagna secondi preziosi. Dopo settanta giri Senna riesce nel suo intento, difende il terzo posto ed ottiene il terzo podio della stagione per un debuttante, un risultato storico.

Finisce cosi il primo campionato piloti di Ayrton Senna, che chiude al nono posto in classifica generale con 13 punti, gli stessi di Nigel Mansell. Il futuro del brasiliano è scritto, tutti hanno già capito con chi avranno a che fare negli anni seguenti, lui passerà prima dalla Lotus, per tre stagioni, prima di arriva alla McLaren dove diventerà il mito che conosciamo con tre titoli iridati.

Si chiude cosi il 1984, l’anno cui il mondo scopre Ayrton Senna.

Alessandro Grandoni

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Last modified on Monday, 15 June 2020 10:43
Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile, Giornalista Pubblicista dal 2005, ha collaborato con varie testate giornalistiche e diretto, tra le altre, il portale www.calcionazionale.it

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