Fabrizio Consalvi

Fabrizio Consalvi

Caporedattore - Giornalista Pubblicista dal 2015

Proseguiamo il nostro viaggio alla ricerca dei migliori prospetti Under 21 del panorama calcistico mondiale. Dopo aver esaminato i portieri, i difensori centrali, i terzini destri e sinistri ed essere passati ai centrocampisti centrali (play-maker per intenderci), ci spostiamo di qualche metro ma sempre restando in zona mediana, analizzando le mezzali. Caratteristiche fondamentali per interpretare un ruolo, nel quale servono senso della posizione, inserimento e una buona dose di forza fisica.

Nella lista dei 10 migliori interpreti rapportati all'età, partiamo dal portoghese Jota del Benfica, per proseguire con quell'Alexis Saelemaekers ora al Milan allenato da Stefano Pioli. Altri tre gli elementi da tenere assolutamente d'occhio nel prossimo futuro, da quel Riqui Puig di scuola al Barcellona, a Ryan Sessegnon del Tottenham. Infine uno dei gioielli su cui arrivare nel prossimo mercato, Dominik Szoboszlai.

Top Under 21 - Le migliori mezzali

JOTA: Centrocampista di destra classe '99, di proprietà del Benfica dove ha chiuso tutta la trafila dalle giovanili fino al debutto in prima squadra, avvenuto lo scorso anno contro il Vitoria Setubal. Molto duttile tatticamente dato che può giocare sia nel naturale ruolo da mezzala destra, che dall'altra parte del campo, con attitudine offensiva, che l'ha portato anche ad essere schierato come trequartista. In questa stagione il portoghese già vincitore di un campionato e di una supercoppa, ha disputato 19 gare tra Liga NOS, Coppa di Portogallo, Champions League ed Europa League con 2 gol all'attivo e 3 assist. Campione d'Europa insieme a Joao Felix con il Portogallo Under 19, vanta 9 presenze con la Nazionale lusitana Under 21.

 

 

ALEXIS SAELEMAEKERS: Classe '99 di nazionalià belga e di proprietà dell'Anderlecht, club che lo scorso Gennaio l'ha girato in prestito con obbligo di riscatto al Milan. Può essere impiegato oltre che da mezzala destra, anche come esterno d'attacco. In Belgio prima del trasferimento in rossonero, aveva disputato 19 gare tra campionato e Coppa Nazionale, con 2 gol e 4 assist. Dall'arrivo in Italia invece ha collezionato 3 presenze, 2 in Serie A e una nell'andata di Coppa Italia contro la Juventus. Ben 10 i match disputati con il Belgio Under 21.

MAURICIO: Centrocampista di destra brasiliano, classe 2001 e rivelazione nel campionato carioca. Di proprietà del Cruzeiro, con cui ha disputato 9 gare in totale prima dello stop, con un gol all'attivo rispettivamente nel match giocato in casa contro il Vasco da Gama. Nazionale verdeoro, attende il debutto nel Brasile Under 20.

 

PETAR PUSIC: Classe '99 di nazionalità svizzera ma di chiari origini croate e di proprietà del Grasshopper, club con cui nella stagione corrente ha disputato 25 gare tra campionato e Coppa Nazionale, con all'attivo 3 gol e ben 8 assist. Con la Nazionale Under 21 crociata, ha disputato 9 gare con un gol messo a segno.

RYAN SESSEGNON: Centrocampista di sinistra classe 2000, di nazionalità inglese e di proprietà del Tottenham, club che l'ha prelevato dal Fulham. Con gli Hotspur gioca anche come esterno sempre in quel di sinistra. Per lui sono 12 le gare disputate in totale, con 6 match in Premier League, 3 in FA Cup e 3 in Champions League, dove ha messo a segno l'unico gol stagionale nella fase a gironi contro il Bayern Monaco (Tottenham ko per 3-1). Ben 12 infine le presenze con l'Inghilterra Under 21.

 

 

ABDULKADIR OMUR: Classe '99 di nazionalità turca, centrocampista di destra oppure centrale di proprietà del Trabzonspor, club con cui ha trascorso tutta la trafila sin dalle giovanili. Nella stagione attuale, ferma a causa del coronavirus, ha realizzato fin qui 11 presenze tra campionato, Coppa Nazionale e qualificazioni all'Europa League, con un gol all'attivo e 2 assist. Già Nazionale, con 4 presenze con la Turchia, esordio avvenuto lo scorso 30 Maggio 2019 contro la Grecia.

YOUSSOUF FOFANA: Classe '99 di nazionalità francese, centrocampista di sinistra di proprietà del Monaco, che l'ha prelevato lo scorso Gennaio dallo Strasburgo. Nel suo ex club, veniva impiegato ovviamente anche da centrale, oppure direttamente da mediano. Ben 26 le sue presenze nella stagione corrente, con 20 match disputati in Ligue 1 (con un 1 gol e 2 assist), più 3 gare di qualificazione all'Europa League, 2 in Coppa di Lega e una in Coppa di Francia. Vanta infine 2 presenze nella Francia Under 21.

DOMINICK SZOBOSZLAI: Classe 2000 di nazionalità ungherese e una delle migliori rivelazioni della stagione tuttora in corso. Di proprietà del Salisburgo, club austriaco con cui ha vinto 2 campionati e una Coppa Nazionale. Impiegato sia come centrocampista di sinistra, che come centrale, vanta 29 presenze stagionali, tra la Bundesliga austriaca, Coppa Nazionale, Champions League (fase a gironi) ed Europa League (fase ad eliminazione diretta), con 4 gol all'attivo e ben 7 assist. Già 8 le sue presenze con l'Ungheria, con un gol messo a segno contro la Slovacchia. Certamente sarà uno dei pezzi pregiati a livello Under, del prossimo mercato.

 

 

REISS NELSON: Classe '99 di nazionalità inglese, in grado di giocare anche ovviamente come esterno d'attacco, ma impiegato nella scorsa stagione, tra le fila dell'Hoffenheim come mezzala in un 3-5-2. Di proprietà dell'Arsenal, club con cui è cresciuto togliendo ovviamente la scorsa annata trascorsa in Germania. Sono 16 le gare disputate in totale in questa stagione con i gunners, di cui 11 in Premier League, con 1 gol in FA Cup e uno in Coppa di Lega, 3 invece gli assist. Infine ben 10 le chiamate nell'Inghilterra Under 21, con ben 5 gol all'attivo.

RIQUI PUIG: Classe '99 che non ha bisogno di presentazioni, talento di proprietà del Barcellona, che vorrebbe affidare a lui le chiavi del centrocampo blaugrana nel prossimo futuro. Può venire impiegato sia da centrale, che da mezzala nel classico centrocampo a tre, ormai di scuola in Catalogna. In questa stagione per Puig sono state 24 le gare disputate, di cui però ben 21 con la Segunda B del Barca con 2 gol all'attivo e 3 assist, mentre 2 sono le presenze in Liga e una in Coppa del Re.

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

Un talento perseguitato. Potremmo iniziare così, il nostro racconto parlando di uno dei più forti calciatori che l'Inghilterra abbia potuto trovare negli anni '90, quelli del post-Gascoigne per intenderci, con una Nazionale che aveva appena mancato l'accesso ai Mondiali di Usa '94 e che agli Europei successivi giocati in casa, veniva eliminata in semifinale dalla Germania di Bierhoff, poi Campione d'Europa. Perchè l'avvento di Michael Owen, rappresentava allora per la vecchia albione quel prototipo di fuoriclasse, capace di rilanciare per davvero il calcio d'oltremanica. Perchè da inventori del gioco più bello del mondo, fa sempre specie vedere il numero dei titoli Mondiali vinti dai Tre Leoni, con come unico alloro, quello dell'edizione del '66, per di più giocata in casa. The Wonder Boy, cosi venne chiamato all'epoca il talento emerso al Liverpool, cresciuto nel settore giovanile dei reds cosi come Gerrard, perchè i due dovevano rappresentare l'inizio di una nuova epoca ad Anfield Road.

Michael Owen - il Liverpool

L'esordio è pura poesia, stagione 1996-97, 26° giornata. I reds sono ospiti sul campo del Wimbledon e il Wonder Boy realizza il suo primo gol in Premier League. Troverà altri 90 minuti nell'ultima giornata di quella stagione contro lo Sheffield Wednesday. L'anno successivo è quello dell'immediata esplosione, con Roy Evans come tecnico e compagni di reparto come Robbie Fowler e Karl-Heinz Riedle (si l'ex Lazio e Borussia Dortmund), mette a segno la bellezza di 23 gol stagionali, di cui 18 in Premier League, uno in Coppa Uefa e 4 in FA Cup. Liverpool che arriverà 3° in campionato, ma gettando di fatto le prime basi, di quanto anni dopo avrebbe raccolto. Owen chiuderà invece come miglior marcatore della sua squadra e con un Mondiale, quello in Francia del '98 che lo vedrà siglare un gol fantastico contro l'Argentina negli Ottavi di Finale, gol alla fine inutile ai fini della qualificazione, che andrà alla Nazionale albiceleste, poi eliminata a sua volta dall'Olanda di Bergkamp.

 

L'anno successivo arriverà in panchina il francese Gerard Houllier, arriverà l'inserimento in squadra di Patrik Berger e soprattutto l'avvento di Steven Gerrard a centrocampo, che completerà un reparto composto da Paul Ince, Jamie Redknapp e Steve MacManaman. Liverpool che non troverà però pace, con 7° posto finale in campionato (fuori dalle Coppe Europee), una Coppa Uefa chiusa agli Ottavi di Finale e una Coppa d'Inghilterra chiusa al 4° turno. Per Owen ormai fulcro dei reds, saranno ancora 18 i centri in campionato, 2 in Europa e 2 in FA Cup, con 23 gol stagionali contando anche la Coppa di Lega.

E' un Liverpool che sta ricostruendo piano piano la fama perduta ad inizio anni '90, cosi la stagione successiva 1999/2000, arriverà Emile Heskey a far compagnia in attacco al Wonder Boy, mentre la colonia ceca si arricchirà anche dell'arrivo di Vladimir Smicer. Infine Dietmar Hamann è l'altro acquisto di spessore. I risultati alla fine però non cambiano, nonostante i gol di Michael Owen, 12 in stagione, con 11 centri in campionato e uno solo in Coppa di Lega. Sarà infatti la stagione 2000/2001 quella della definitiva esplosione a Top Player Mondiale. Ben 5 i titoli che il Liverpool porterà ad Anfield Road, dalla Coppa Uefa vinta nella Finale di Dortmund contro l'Alaves per 5-4, alla Coppa d'Inghilterra che la Regina consegnerà proprio nelle mani di Owen autore della doppietta decisiva nella Finale del Millennium Stadium di Cardiff (Wembley era in ricostruzione) contro l'Arsenal. Altri tre i trofei vinti dal Liverpool, dalla Coppa di Lega alla Community Shield ad inizio della stagione 2001/2002, infine la Supercoppa Europea vinta contro il Bayern Monaco con gol di Riise (l'ex Roma), Heskey e ovviamente Michael Owen. Una vittoria dopo l'altra, che portano il Wonder Boy a vincere nel dicembre 2001 il Pallone d'Oro.

 

 

E' quella probabilmente la stagione del maggior rimpianto, almeno nel periodo d'oro al Liverpool. I reds erano ormai pronti dopo l'abbuffata dell'annata precedente a giocarsi davvero il titolo in patria, con una formazione che fù arricchita da Nicolas Anelka, Milan Baros e uno Jari Litmanen a fine carriera. Non bastarono però le 19 reti in campionato del Wonder Boy, con secondo posto finale dei reds, alle spalle del primo Arsenal d'oro di Arsene Wenger in panchina e la coppia tutta francese Henry - Wiltord davanti. Non andò meglio nelle Coppe Nazionali, con quarto turno raggiunto in FA Cup e terzo turno in Coppa di Lega. Mentre al ritorno in Champions League dopo tanti anni furono decisivi i Quarti di Finale, dove il Liverpool fù eliminato dal Bayer Leverkusen di Michael Ballack. Per Owen fù comunque una stagione da 28 centri stagionali.

L'ultimo periodo ai reds, fù ancora contraddistinto da gol (tanti) e delusioni (altrettante). Sempre 28 i gol stagionali per il bomber di Anfield nel 2002/2003, i quali non bastarono al Liverpool per evitare il 5° posto finale (con Houllier ancora in panchina) in campionato e l'eliminazione precoce dalla Champions League (ai gironi, con successiva dipartita ai Quarti in Coppa Uefa). Unica gioia la Coppa di Lega vinta sul Manchester United, con gol neanche a dirlo di Steven Gerrard e ovviamente Michael Owen. L'ultima stagione in reds è stata quella successiva, con cui ha lasciato Anfield Road con il 4° posto finale (con cui il Liverpool l'anno dopo sarebbe diventato Campione d'Europa, nell'ormai famosa Finale di Istanbul contro il Milan). Ancora 28 i suoi gol stagionali, di cui 19 in campionato. Owen nell'estate successiva si trasferisce al Real Madrid per 12 milioni di Euro, andando ad arricchire la collezione di Florentino Perez (al primo mandato come Presidente).

 

 

Michael Owen - Real Madrid, Newcastle - infortuni

L'anno passato in Spagna non muta assolutamente i suoi numeri, 13 i gol in Liga su 36 partite giocate, uno in Champions League contro la Dinamo Kiev, 2 in Coppa del Re. Certo in quel Liverpool e in Inghilterra era un idolo assoluto, mentre al Real devi costruirti da solo insieme a tanti altri campioni, il tuo status. Decide allora di tornare in patria, precisamente al Newcastle che per averlo sborsa ben 25 milioni di Euro. Per Owen con il senno di poi, mai scelta fù la più infelice. La prima stagione nel Nord dell'Inghilterra porta in dote 11 sole presenze con 7 gol fatti, in più una serie d'infortuni che lo costringono a stare in disparte praticamente per tutto il girone di ritorno, fino al 21 Giugno 2006 data della rottura parziale del legamento crociato. Ben 305 giorni di stop che lo porteranno a tornare in campo il 30 Aprile 2007, con Newcastle in trasferta con il Reading, più le successive ultime due di campionato, contro Blackburn e Watford. Il 2007/2008 va in ripresa con 13 gol stagionali su 33 presenze tra Premier League, FA Cup e Coppa di Lega. Newcastle che vede ben tre cambi in panchina, prima Sam Allardyce, poi Nigel Pearson, infine Kevin Keegan. Solo 10 invece i centri nella successiva stagione 2008/2009, passata tra un problema all'inguine e un infortunio all'articolazione della caviglia, ultimo lascito del suo periodo in bianconero.

 

 

Michael Owen - Manchester United, derby e ritiro

Ci vuole un buon padre per far tornare Owen lo splendido attaccante che era, ci vuole ovviamente Sir Alex Ferguson, che se lo porta al Manchester United addirittura gratis. Owen ci mette poco per far passare l'umore dei tifosi Red Devils, nei confronti di un ex Liverpool. Gol alla 3° giornata con il Wigan e soprattutto rete decisiva nel derby contro il Manchester City, nel famoso 4-3 dell'Old Trafford. L'abbrivio è infatti dei migliori, ma i problemi fisici sono sempre dietro l'angolo, cosi dopo 9 gol stagionali di cui 4 in Champions League, arriva un problema alla coscia datato 28 Febbraio 2010, con 168 giorni di stop e arrivederci alla stagione 2010/2011, dove realizzerà soli 5 gol in 17 presenze, passando da un problema muscolare all'altro, con sole 3 reti nella successiva e ultima stagione 2011/2012. Michael Owen chiude di fatto la sua carriera allo Stoke City a soli 34 anni, dove fa in tempo in sole 9 gare disputate a siglare l'ultimo suo gol in Premier League, contro lo Swansea fermando il conto precisamente a 150 marcature in campionato, 13 in Liga, 12 in Coppa Uefa, 11 in Champions League, 10 in FA Cup, 19 in Coppa di Lega, 2 in Coppa del Re, più una decisiva in Supercoppa Europea.

 

Michael Owen - la speranza inglese

Meglio addirittura è riuscito a fare con la maglia bianca dei Tre Leoni, 40 gol totali su 89 presenze con la Nazionale inglese, una media di un gol ogni 2 partite e terzo posto attuale tra i migliori bomber di ogni epoca dietro Wayne Rooney e Gary Lineker. Tre i Mondiali a cui Owen ha partecipato, da Francia '98 chiusa con 2 reti all'attivo a Corea del Sud - Giappone 2002, dove andò a segno contro Danimarca agli Ottavi e Brasile ai Quarti (Inghilterra eliminata dai verdoro, poi Campioni del Mondo). Infine giocò anche in Germania nel 2006, rispettivamente nelle tre sfide del Girone B contro Paraguay, Trinidad e Svezia, senza però andare a segno. Due infine gli Europei disputati, Belgio-Olanda nel 2000 con gol alla Romania (Inghilterra eliminata ai gironi) e in Portogallo nel 2004, con gol nei Quarti proprio contro i padroni di casa, che si qualificarono ai rigori.

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

 

Dopo aver esaminato con attenzione e dovizia di particolari, tutti i ruoli difensivi e aver elencato i migliori interpreti Under 21, per quanto riguarda i portieri, i difensori centrali, i terzini destri e sinistri, iniziamo la nostra ricerca spostandoci ovviamente a centrocampo. Si parte dai centrali, con play-maker puri come Sandro Tonali del Brescia o Phil Foden del Manchester City oppure meno costruttori di gioco, ma elementi più di gamba come Declan Rice del West Ham o Guendouzi dell'Arsenal.

Nella lista dei 10 migliori interpreti rapportati quindi all'età, troviamo anche un altro elemento che gioca in Serie A, quell'Elmas preso dal Napoli prima di Ancelotti e ora allenato da Gattuso, per poi spostarci in Spagna ed infine in Argentina, dove sono due gli elementi in rampa di lancio, da Almendra del Boca Juniors a Ferreira del River Plate. Nutrita è infine la presenza di giocatori che militano in Premier League.

Top Under 21 - I migliori centrocampisti centrali

DECLAN RICE: Classe '99, ha scelto la nazionalità inglese dopo un passato che l'ha visto indossare la verde maglia dell'Irlanda, al tempo delle giovanili. Per il calciatore di proprietà del West Ham, sono già ben 7 nonostante la giovane età le presenze con la Nazionale dei Tre Leoni. 30 le sue presenze stagionali con gli "hammers", 29 in Premier League con 2 assist all'attivo e una in FA Cup. Gioca da mediano, ma può ricoprire anche all'occorrenza il ruolo di difensore centrale.

MATTEO GUENDOUZI: Altro classe '99 che milita in Premier League, precisamente all'Arsenal, che l'ha prelevato nell'estate del 2018 dal Lorient. Di nazionalità ovviamente francese, con i "gunners" gioca sia da mediano puro, che da centrocampista centrale. 32 le sue presenze stagionali, sia con Unai Emery, che con l'attuale tecnico Mikel Arteta, suddivise tra Premier League, FA Cup, Coppa di Lega ed Europa League, con 3 assist all'attivo. Vanta infine 11 presenze con la Francia Under 21, attende però l'esordio nella Nazionale maggiore.

SANDRO TONALI: Classe 2000 che già di per se non ha bisogno di presentazioni. E' probabilmente rapportato all'età il miglior interprete del ruolo di play-maker di centrocampo. Cresciuto al Brescia, dove quest'anno ha fatto registrare 24 presenze tra Serie A e Coppa Italia, con un gol all'attivo contro il Genoa e 5 assist. Infine 5 sono le sue presenze in Under 21, con già 3 convocazioni ricevute da Roberto Mancini. Sarà sicuramente al centro del prossimo mercato.

 

 

JOE WILLOCK: Altro elemento che milita in Premier League e soprattutto, altro prossimo Nazionale inglese. Di proprietà dell'Arsenal, club che da anni investe specialmente sui giovani. Con i "gunners" ha disputato 32 gare tra Premier League, FA Cup, Coppa di Lega ed Europa League, con all'attivo 4 gol di cui 2 in Europa, rispettivamente con Eintracht Francoforte e Standard Liegi (nella fase a gironi). Può giocare anche da mediano puro all'occorrenza, essendo più un centrocampista di gamba. Infine 4 le sue presenze nell'Inghilterra Under 21.

ELJIF ELMAS: Classe '99 di nazionalità macedone e di proprietà del Napoli, che l'ha prelevato la scorsa estate dal Fenerbache, in Turchia, dove si era messo in luce. Negli azzurri sia con Ancelotti prima che con Gattuso poi (sia da centrale puro, che da mezzala) ha fatto registrare ben 23 presenze, tra Serie A, Coppa Italia e Champions League, con un gol all'attivo contro la Sampdoria. Infine 18 le sue presenze nella Macedonia, con 4 reti messe a segno.

PHIL FODEN: Altro classe 2000 di grande prospettiva, di nazionalità inglese con i Tre Leoni, che ripongono su di lui le speranze per il futuro del centrocampo della propria Nazionale. Di proprietà del Manchester City, club con il quale è cresciuto nelle giovanili. Pep Guardiola nell'attuale stagione lo ha impiegato per 26 volte, tra Premier League, FA Cup, Coppa di Lega e ovviamente Champions League, con 3 gol totali e 7 assist, due le reti nella massima competizione europea contro la Dinamo Zagabria, sia in casa che in Croazia. Per l'età vanta già una solida esperienza, con 2 titoli d'Inghilterra consecutivi in bacheca, una Coppa d'Inghilterra, 3 Coppe di Lega e una Supercoppa. 15 infine le presenze in Under 21, con 4 gol all'attivo.

 

FRAN BELTRAN: Classe '99 spagnolo e di proprietà del Celta Vigo, club che nell'estate del 2018 l'ha prelevato dal Rayo Vallecano, con cui è cresciuto. Di Madrid, centrocampista centrale puro, in questa stagione ha fatto registrare 22 presenze, senza tuttavia andare a segno, 6 infine le sue presenze nella Spagna Under 21.

GEDSON FERNANDES: Classe '99 di nazionalià portoghese e di proprietà del Benfica, club che lo scorso gennaio, lo ha girato in prestito con diritto di riscatto al Tottenham di Jose Mourinho. Nella sua stagione attuale vanta ben 22 presenze totali, divise ovviamente tra Portogallo e Inghilterra, con 7 gare in Liga NOS, una in Supercoppa portoghese, 3 nella Coppa Nazionale lusitana, 4 in Premier League, 3 in FA Cup e 4 in Champions League, con un assist all'attivo. Gioca sia da centrale, che all'occorrenza da trequartista.

AUGUSTIN ALMENDRA: Classe 2000 argentino, di proprietà del Boca Juniors e quindi di sicuro, prossimo oggetto di mercato nel futuro prossimo. Da poco infatti (prima dello stop totale), si è laureato Campione in Argentina con il Boca, con cui ha totalizzato 6 presenze, con un gol all'attivo, con il Defensa. Può giocare infatti sia da centrale, che all'occorrenza più avanzato. Vanta infine 5 presenze nell'Argentina Under 20, aspetta ovviamente la chiamata in Nazionale A. Sarà da attenzionare nella prossima Libertadores.

CRISTIAN FERREIRA: Altro argentino ma classe '99 e di proprietà dell'altra parte di Buenos Aires, ossia quindi il River Plate. Nei "Millionarios" ha disputato in tutto 8 gare tra campionato argentino e Copa Libertadores, con un assist all'attivo, sia da centrocampista centrale, che da trequartista. Infine 4 le sue presenze nell'Argentina Under 20, dove vale lo stesso discorso fatto per Almendra.

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

L'alba del Cholismo. In una stagione per certi versi storica, sia parlando semplicemente di Liga spagnola, che di calcio europeo in generale. Perchè quel 2013/2014 ha segnato in modo evidente il passo, disegnando il futuro recente per come lo abbiamo visto negli ultimi tempi. L'Atletico Madrid Campione di Spagna, 18 anni dopo l'ultimo trionfo e capace di interrompere l'egemonia di Real Madrid e Barcellona, praticamente ininterrotta dai tempi del Valencia di Benitez. L'epilogo però è stato stravolto dalla "decima", in una Finale quella di Lisbona, che ha consegnato il Real di Ancelotti alla storia e aperto la strada al successivo tris di Champions firmato Zinedine Zidane, con nel mezzo la Coppa del Barcellona di Messi e Suarez sulla Juventus a Berlino. Cinque anni di egemonia chiusi, solo lo scorso anno dal Liverpool, appena sconfitto prima del vero stop causa coronavirus, proprio dall'Atletico, in due match che sono il manifesto del modo di intendere calcio, del tecnico argentino.

Atletico Madrid 2013/2014 - La squadra

Basta partire dal principio, ossia dal portiere per capire quanto tempo è già trascorso. I pali dei colchoneros erano difesi da Thibaut Courtois, allo stato attuale estremo difensore del Real Madrid e con passato del belga, che parla anche di Chelsea in Premier League (era all'Atletico in prestito infatti). La linea difensiva composta da Juanfran, Miranda, Diego Godin e Filipe Luis, la cui rifondazione si è avuta praticamente la scorsa estate. Centrocampo granitico con Raul Garcia, Tiago (proprio lui, l'ex Juventus e Lione), Gabi e Koke, davanti un portento di nome Diego Costa (27 reti in quella stagione e il titolo di capocannoniere della Liga), più un certo David Villa, in chiusura di carriera dopo la lunga esperienza al Valencia e quella più breve ma più produttiva in quanto a titoli con il Barcellona, preso dall'Atletico per sostituire un certo Radamel Falcao (all'epoca una macchina da gol, che aveva concluso la Liga precedente con 34 reti). Completavano la rosa a disposizione di Diego Simeone, il turco Arda Turan, Cristian Rodriguez, Toby Alderwireld oggi al Tottenham, Mario Suarez, Gabi, Oliver Torres, Jose Gimenez e Martin Demichelis, più Diego (un altro ex Juve, arrivato a Gennaio). La stagione partì con la Supercoppa spagnola persa con il Barcellona in doppia sfida e con l'Atletico che arrivava a quel match dopo la Coppa del Re vinta l'annata precedente.

 

 

Atletico Madrid 2013/2014 - La cavalcata

La Liga partì in modo folgorante per i colchoneros di Simeone, otto vittorie consecutive, con nel mezzo un 1-3 a Siviglia all'esordio con doppietta di Diego Costa e il derby vinto al Bernabeu alla 7° giornata, di misura ovviamente con 0-1 firmato ovviamente sempre da Diego Costa. Il primo stop arrivò in casa dell'Espanyol, ma fù l'unico nell'intero girone di andata, concluso con il record per la compagine rojiblancos di 50 dei 57 punti a disposizione, due furono i pareggi infatti, l'1-1 con il Villarreal in trasferta e lo 0-0 nel big-match di chiusura del girone di andata con il Barcellona. Una media di 2,7 punti a partita, record assoluto per l'Atletico Madrid. Al contempo c'è un ritorno in Champions senza praticamente macchia e Ottavi di Finale matematici conquistati dopo il 4-0 all'Austria Vienna, vincendo di fatto il Girone G (che comprendeva anche Porto e Zenit San Pietroburgo). Agli Ottavi ci sarà poi il Milan eliminato in doppia sfida con 4-1 al vecchio "Vicente Calderon".

Il primo posto in solitaria in campionato, traguardo atteso 18 anni arriverà il 2 Febbraio, con la vittoria per 4-0 sulla Real Sociedad, con conseguente sconfitta interna del Barcellona con il Valencia. Sembra l'inizio dell'apoteosi, ma è solo l'avvio di una doppia sfida (in Spagna con i blaugrana, in Europa con il Real), che arriverà al culmine nel finale di stagione. Atletico che troverà subito dopo 2 sconfitte in 3 partite, con trasferte dolenti con Almeria e Osasuna, oltre al 2-2 nel derby casalingo. Da li in poi ben 9 vittorie consecutive con un solo gol al passivo (contro l'Atletico Bilbao al San Mames, 1-2 con gol dei baschi firmato da Muniain). Il momento clou sta per arrivare, in contemporanea con Quarti e Semifinali di Champions, dove l'Atletico elimina prima il Barcellona (1-1 al Camp Nou con gol di Neymar e Diego e 1-0 al Vicente Calderon, decisivo Koke), poi il Chelsea (0-0 in casa e 1-3 a Stamford Bridge). Infine il ko in campionato in casa del Levante, apre all'ultima settimana ricca di gioie e dolori per la metà non blanca di Madrid.

 

 

Atletico Madrid 2013-2014, dalla gioia alla delusione

Sono sei i giorni che cambiano completamente la storia dell'Atletico Madrid e dei suoi tifosi, da sempre "figli minori" in Capitale spagnola. Detto dell'eliminazione in Semifinale proprio per mano del Real in Coppa del Re, arriviamo al 18 Maggio 2014. Ultima giornata di Liga, dov'è in programma la sfida diretta al Barcellona. Due i risultati a disposizione di Diego Simeone e dei suoi. Decisivo, alla fine, il gol che Godin realizza al 48', replicando al vantaggio di Alexis Sanchez e spegnendo i sogni blaugrana. Il Barcellona va a segno al 32' con l'attuale attaccante dell'Inter e per un quarto d'ora è campione virtuale. Poi, però, viene raggiunto dai colchoneros capaci di lottare anche contro la sfortuna, che nei primi 20 minuti mette k.o. due pezzi fondamentali come Diego Costa e Arda Turan. L'Atletico Madrid è Campione di Spagna dopo 18 anni. L'epilogo della stagione, sarà però dei più amari e qui si entra in un discorso di incompiuto, che a tratti a caratterizzato gli ultimi anni dei colchoneros.

Finale di Champions League contro l'odiato Real. Da un lato la possibilità di vincere la prima, battendo i rivali di sempre, dall'altro c'è però un appuntamento con la storia, quella decima invocata sin dai tempi di Alfredo Di Stefano (si è spento il 7 Luglio 2014) e di Santiago Bernabeu. Arriviamo quindi a quel 24 Maggio, l'1-0 per l'Atletico firmato Godin illude, poi arriva Sergio Ramos a spegnere l'entusiasmo e i gol ai supplementari di Bale, Marcelo e Ronaldo, che hanno segnato di fatto la storia recente dello sport più amato al mondo.

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

Proseguiamo la nostra avventura all'interno dei migliori elementi Under 21 nel panorama Mondiale. Dopo aver esaminato i calciatori Top per quanto riguarda portieridifensori centrali e terzini destri, chiudiamo l'intero reparto difensivo andando ad esaminare con caratteristiche tecniche e statistiche i migliori terzini sinistri. Da Alphonso Davies, giovane canadese di proprietà del Bayern Monaco a Luca Pellegrini del Cagliari, ma di proprietà della Juventus ed appena ventunenne. Diversi i classe '99 in rampa di lancio infatti, dall'olandese Owen Wijndal dell'AZ Alkmaar a Vitaliy Mykolenko, promettente terzino ucraino della Dinamo Kiev, già impiegato anche in Nazionale dall'ex calciatore del Milan e ora Commissario Tecnico dell'Ucraina Andriy Shevchenko. Infine chiudiamo la lista, con Ruben Vinagre del Wolverhampton, Bradaric del Lilla e un argentino pronto prossimamente a sbarcare in Europa.

Top Under 21 - I migliori terzini sinistri

ALPHONSO DAVIES: Classe 2000, come accennato di proprietà del Bayern Monaco e in grande ascesa specialmente nella stagione attualmente in corso. Canadese, capace di giocare sia su tutta la fascia sinistra, che all'occorrenza di ritargliarsi spazio dal lato opposto. Mancino d'affidamento per i bavaresi, con 28 gare disputate in questa stagione (contro le 6 dello scorso anno) tra Bundesliga, Champions League, Coppa di Germania e Supercoppa tedesca, con un gol all'attivo contro il Magonza in campionato e 3 assist. Al Bayern Monaco ha già vinto una Bundesliga e una Coppa di Germania. Sono infine 17 le presenze nella Nazionale canadese, con un bottino di 5 gol.

 

 

RAYAN AIT NOURI: Classe 2001, francese di proprietà dell'Angers, club di Ligue 1. Chiare ovviamente le sue origini algerine, capace di interpretare tutta la fascia sinistra. Sono state 17 sinora le sue presenze in campionato, con 3 assist all'attivo. L'Angers l'ha scovato al Paris FC. Contratto in scadenza a Giugno 2021, vanta già 3 presenze nella Francia Under 21. Elemento da tenere d'occhio dato che compirà 19 anni il prossimo 6 Giugno.

BRANDON WILLIAMS: Classe 2000 di nazionalità inglese e proprietà del Manchester United, club che l'ha cresciuto sin dalle giovanili. Con i Red Devils in questa stagione ha disputato 26 gare tra Premier League, FA Cup, Coppa di Lega ed Europa League, con un gol all'attivo contro lo Sheffield United (venne schierato da centrocampista sinistro) e un assist. Vanta infine 4 presenze con l'Inghilterra Under 20.

LUCA PELLEGRINI: L'unico italiano presente in questa lista. Classe '99, ha da poco compiuto i 21 anni e cresciuto calcisticamente alla Roma, dove ha compiuto tutta la trafila nelle giovanili, vincendo tutto a livello di Primavera (campionato, Coppa Italia e Supercoppa agli ordini di Alberto De Rossi). Ceduto la scorsa estate alla Juventus, nell'ambito dell'operazione che ha portato Spinazzona in giallorosso. I bianconeri dopo il ritiro estivo l'hanno girato in prestito al Cagliari, dove ha fatto registrare 20 presenze in Serie A con 3 assist all'attivo. Nella scorsa stagione invece divisa a metà tra Roma e Cagliari, aveva fatto registrare 16 presenze in Serie A e 2 in Champions League (entrambe con il Viktoria Plzen). Sempre presente infine nelle varie Nazionali giovanili, vanta 4 presenze in Under 21, ed è fortemente candidato (con lo slittamento dell'età valida) a partecipare alla prossima Olimpiade nel 2021.

 

 

STANLEY NSOKI: Classe '99 di nazionalità francese e di proprietà del Nizza, che l'ha prelevato nientemeno che dal Paris Saint Germain (club che l'ha cresciuto calcisticamente). In rossonero ha fatto registrare 20 presenze tra Ligue 1 e Coppa di Francia, con un assist all'attivo. Presente nelle varie Nazionali giovanili d'oltralpe, vanta una presenza nella Francia Under 21.

OWEN WIJNDAL: Classe '99 di nazionalità olandese e di proprietà dell'AZ Alkmaar, club che l'ha cresciuto calcisticamente durante il percorso nelle giovanili. Vanta già data l'età 38 presenze tra Eredivisie, Europa League e qualificazioni all'Europa League, con un gol all'attivo in campionato e ben 7 assist. Elemento da tenere d'occhio e che ha completato tutta la trafila con le Nazionali giovanili orange, con 4 presenze in Under 21.

VITALIY MYKOLENKO: Altro classe '99 già vincitore della Supercoppa d'Ucraina con la Dinamo Kiev, dove gioca sia da terzino sinistro, che all'occorrenza da difensore centrale. Sono in totale 30 le gare disputate con la maglia della Dinamo, tra campionato, Coppa d'Ucraina, Supercoppa ed Europa League, con all'attivo 3 gol (uno anche nella competizione europea) e 7 assist. Vanta infine già ben 7 presenze con la Nazionale maggiore ucraina, allenata dall'ex Milan Andriy Shevchenko.

 

 

RUBEN VINAGRE: Classe '99 di nazionalità portoghese e di proprietà del Wolverhampton, società inglese che l'ha prelevato dal Monaco, club con cui ha concluso la trafila nelle giovanili, iniziata in patria, ossia allo Sporting Lisbona. In Inghilterra allenato da Nuno Espirito Santo, in questa stagione ha disputato 28 gare tra Premier League, FA Cup, Coppa di Lega ed Europa League, con all'attivo 2 gol. Vinagre viene anche impiegato da centrocampista sinistro. Presente ovviamente nelle varie Nazionali giovanili portoghesi, vanta 3 match disputati in Under 21.

DOMAGOJ BRADARIC: Classe '99 di nazionalità croata, di proprietà del Lille, club di Ligue 1, che l'ha prelevato la scorsa estate dall'Hajduk Spalato, club con cui ha svolto tutta la trafila dalle giovanili fino all'esordio nel campionato croato arrivato nella scorsa stagione. Nell'annata in corso ha disputato 25 gare tra Ligue 1, Coppa di Francia, Coppa di Lega e Champions League, con 3 assist all'attivo. Viene impiegato sia su tutta la fascia sinistra, che sul lato opposto. Infine vanta ben 10 presenze nella Croazia Under 21.

FACUNDO MEDINA: Classe '99, nuova scoperta del campionato argentino terminato un mese fà, con la vittoria del Boca Juniors di Tevez. Medina di proprietà del Talleres club che l'ha prelevato dal River Plate, viene impiegato sia ovviamente come terzino sinistro, che all'occorrenza come difensore centrale. Vanta 17 presenze in Superliga con un gol all'attivo e un assist. Presente ovviamente nelle varie Nazionali giovanili albiceleste, con ben 6 presenze nell'Argentina Under 23.

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

Un fenomeno, prima del Fenomeno. In anticipo di pochi anni e con cui insieme ha vinto un Mondiale, anche se l'altro in quel frangente era poco più che un esordiente. Un attaccante completo e ovviamente straordinario, perchè quando si parla di "O Baixinho" soprannome di Romario de Souza Faria, bisogna sin da subito mettere in conto le sue 772 reti in 994 partite disputate, in una carriera che va dal 1985 al 2005, anno del suo ritiro definitivo. Davanti a lui in termini di gol realizzati in totale, praticamente abbiamo solo Edson Arantes do Nascimento, ossia Pelè. Ma in un contesto storico diverso e in una carriera che a livello di club, l'ha visto indossare la sola maglia del Santos oltre ai Cosmos di New York a fine carriera. Per Romario ci sono Psv Eindhoven, Barcellona e Valencia in Europa, oltre ai tanti gol realizzati in Brasile. Capocannoniere di 26 tornei diversi nell’arco di una carriera lunghissima, conclusa a 43 anni con la maglia dell’Ámerica di Rio de Janeiro.

 

 

Romario - Dal Vasco da Gama all'Europa

Inizia a giocare a calcio ovviamente da piccolo, all'età di 10 anni entra a far parte della società del padre, ossia l'Estrelinha di Vila de Penha. Viene quindi ingaggiato dall'Olaria prima e soprattutto dal Vasco da Gama poi, con cui esordisce nel campionato brasiliano nel 1985. Al Vasco realizza 11 gol in 28 apparizioni nella prima stagione, 17 su 20 la seconda, vincendo per due volte consecutive il mini-campionato dello Stato di Rio, dov'è anche ovviamente capocannoniere delle due manifestazioni. Nel 1988 decide quindi di andare in Europa, non direttamente in una grande di Spagna o Italia, ma in Olanda ossia al Psv Eindhoven. Minor pressione, un calcio che sa insegnare ed affinare i fondamentali tecnici e l'abitudine che arriva verso un gioco diverso, quello Europeo. Farà la stessa scelta qualche anno più tardi Luiz Nazario da Lima, vale a dire Ronaldo il "Fenomeno", proprio su suggerimento di Romario.

 

 

Parallelamente indossa la maglia del Brasile nel torneo Olimpico di Seul, dove inizia a formarsi la Selecao che nel 1994 sarà Campione del Mondo a nostre spese, lui, Taffarel poi al Parma, Jorginho, Bebeto (che in Europa giocherà con il Deportivo La Coruna). Saranno 7 i gol alle Olimpiadi del 1988, che basteranno per l'argento, con il Brasile battuto in Finale dalla vecchia Unione Sovietica. L’estate dopo, arriva il successo nella Copa America giocata in casa. Il Brasile vince 5 partite su 6, Romario segna consecutivamente nelle ultime tre. È suo anche il gol decisivo nell’ultima partita contro l’odiato Uruguay.

Al Psv resta per 5 anni dove vincerà tutto il possibile, con medie realizzative praticamente assurde (3 Scudetti, 2 Coppe d'Olanda e una Supercoppa Nazionale). Su 168 partite disputate in maglia biancorossa, metterà a segno la bellezza di 174 gol (media superiore ad uno a partita), vincendo ovviamente per due anni consecutivi la classifica dei marcatori olandese, mentre nel 1993 arriva secondo al Fifa World Player of The Year. Il gol è stata la sua splendida ossessione, perchè ogni movimento, ogni giocata, era finalizzata solo allo scopo ultimo, mai una leziosità fuori posto. Rapidissimo e astuto, semplicemente perfetto, una "macchietta del carnevale" con le sue espressioni furbesche, ma maledettamente implacabile nell'area di rigore. Il suo regno.

 

 

Romario - il Barcellona, Cruijff e l'apoteosi Mondiale

Nell'estate del 1993 viene ingaggiato dal Barcellona di Johan Cruijff, che nel 1991-92 si è laureato Campione d'Europa nella Finale vinta contro la Sampdoria di Vialli e Mancini e intenzionato a rendere i blaugrana ancora più imprevedibili, con Zubizarreta tra i pali, Koeman e Nadal i centrali di difesa e la fantasia da li in avanti, Guardiola a dettare i tempi, Stoichkov e Romario liberi di inventare e far gol. Sarà il Dream-Team (termine mutuato dalla Nazionale Usa di basket, appena protagonista alle Olimpiadi di Barcellona), capace di vincere la Liga, in duello d'altri tempi proprio con il Deportivo di Bebeto, con rigore sbagliato da Djukic all'ultima giornata. Romario in quella stagione 1993-94 realizza 30 gol su 33 partite disputate (media in Liga battuta in seguito dai vari Ronaldo, Cristiano Ronaldo e Messi). L'apoteosi si ha nel Clasico giocato al Camp Nou con tripletta di Romario al Real Madrid. Sfuggirà invece la Champions League, nella famosa Finale disputata ad Atene contro un Milan semplicemente spaziale.

Ma la vera consacrazione sta per arrivare. Mondiali '94Stati Uniti d'America con qualificazione ottenuta grazie ad una sua doppietta sull'Uruguay. Il titolo di Campione del Mondo, con 5 gol realizzati nella manifestazione e una delle coppie d'attacco più prolifiche che si ricordi, quel Romario - Bebeto, fermato in campo (nei 120 minuti prima dei rigori) solo da Maldini - Baresi, gli stessi di Atene, non due qualunque. Tornerà in verdeoro nel 1997, in tempo per vincere un'altra Copa America, oltre alla Confederations Cup, vinta con 7 gol totali nella manifestazione.

Ai Mondiali del 1998 in Francia non viene convocato e con il senno di poi, sarebbe servito eccome. Infine partecipò a diverse gare di qualificazione ai Mondiali in Corea del Sud - Giappone del 2002, risultando decisivo per il suo Brasile, senza però poi prendere parte al Mondiale, sacrificato da Felipe Scolari, che nel Sol-Levante avrebbe poi vinto con Ronaldo mattatore. Romario annunciò in seguito "il suo" addio ai colori verde-oro il 27 aprile 2005, nella gara contro il Guatemala, sebbene fosse fuori dal giro dei convocati già dal 2001, perchè come per tutta la sua carriera, decide lui quando è ora.

 

 

Romario - la ricerca del prossimo gol

Come al Barcellona nel 1994-95, con l'esperienza in blaugrana chiusa a Gennaio per dissidi con Johan Cruijff (chi non ne ha avuti), ma con 39 gol in 66 partite totali giocate con il club catalano. Torna al Flamengo (lo farà diverse volte nell'arco della sua lunga carriera) dove con 26 gol sarà il capocannoniere del campionato brasiliano, quindi al Valencia nel 1996 segnando altri 14 gol in 20 partite, quindi di nuovo in rubronegro per altri due titoli di capocannoniere dello stato di Rio, con altri due campionati vinti. Lascerà definitivamente il Flamengo per tornare al Vasco da Gama nel '99, con un bottino totale di 204 gol in 240 partite.

Al Vasco da Gama continuerà ad aggiornare le classifiche marcatori vincendone un'altra, oltre ad un altro campionato brasiliano. Cosa che ripeterà nella stagione successiva (in Brasile i campionati si giocano ad anno solare, quindi 2000 e 2001). Nel 2002 è al Fluminense, dove segna 13 gol, portando il "Flu" di Rio de Janeiro al 4° posto finale. Mentre nella stagione successiva segna solo 5 gol, tentando anche un'avventura in Qatar, solo 3 partite ma 1,7 milioni di dollari in tasca. In totale chiude il suo periodo alla Fluminense con 48 gol in 77 presenze.

Torna infine al Vasco da Gama, dove vincerà un altro titolo di capocannoniere del campionato brasiliano e chiudendo non del tutto l'avventura in quel club con 292 gol totali (intervallati in 20 anni di carriera) su 379 partite. Va quindi negli Stati Uniti d'America, precisamente al Miami Fc del suo amico Zinho, segnando nella Major League Soccer 19 gol in 23 gare.

Il traguardo dei mille gol. E' questo l'ultimo sogno, che cerca di raggiungere in carriera. Per farlo all'età di 40 anni si sdoppia, Romario firma sia con l'Adelaide United (in Australia), che per il Tupi Football Club della città di Juiz de Fora nello Stato di Minas Gerais (Serie C brasiliana), giocando il giovedi in patria e la domenica dall'altra parte del mondo. Non riuscirà ovviamente nel suo intento. Torna quindi al Vasco nel 2007 dove disputerà le sue ultime 6 partite, segnando comunque 3 gol. Firma quindi un contratto con l'Adelaide United. Il giorno 15 aprile 2008 Romario annuncia quindi il suo addio ai campi di calcio all'età di 42 anni. Il Vasco per omaggiarlo ritirerà la sua maglia numero 11.

E' solo però l'ennesima burla, perchè chiuderà davvero all'America di Rio de Janeiro, vale a dire in Serie B. Prenderà il ruolo di allenatore-giocatore, prima che il posto in panchina venga preso dal suo amico Bebeto. I due riporteranno il club nella Serie A brasiliana. Tenta infine la carriera politica, anche questa con successo. Si candida prima alle elezioni per il Parlamento brasiliano nell'ottobre del 2010, non venendo eletto. Poi nel 2014 stavolta diventando Senatore per il Partito Socialista.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

Continuiamo il nostro viaggio tra i migliori giocatori Under 21, che militano in Europa e non solo. Dopo i portieri e i difensori centrali, ci spostiamo sulla destra del campo, dove sono i terzini a farla da padrone e dove a livello di Under 21 siamo dovuti andare molto in profondità, data la mancanza di vere alternative di ruolo. Da Reece James del Chelsea ad Emerson, promesso sposo del Barcellona e ora al Betis, che farà parlare certamente di se nel prossimo futuro. Da Sergino dell'Ajax a Muldur, talentino del Sassuolo allenato da Roberto De Zerbi. Infine un nome sconosciuto ai più, Heitor dell'Internacional di Porto Alegre, terzino destro classe 2000, un altro brasiliano in rampa di lancio.

Top Under 21 - I migliori terzini destri

REECE JAMES: Classe '99, terzino destro del Chelsea, all'occorrenza può giocare anche da difensore centrale, oppure in terza opzione da mediano di centrocampo. In blues a livello giovanile ha vinto una Uefa Youth League, mentre in questa stagione con i "grandi" ha disputato la bellezza di 26 gare totali tra Premier League, FA Cup, Coppa di Lega e Champions League, con due gol all'attivo uno dei quali nella massima competizione europea contro l'Ajax in trasferta. Si è fatto le ossa in prestito al Wigan Athletic (Championship), dove ha disputato 43 gare in tutto, con 3 gol e 3 assist. Nazionale inglese vanta 2 presenze in Under 21.

 

 

MAX AARONS: Altro nazionale inglese, classe 2000 del Norwich City, dove gioca indifferentemente sulle due fasce, prediligendo ovviamente quella destra. 30 sono le sue presenze stagionali, di cui 27 in Premier League, 2 in FA Cup e una in Coppa di Lega, con 2 assist all'attivo. Come detto altro nazionale inglese, vanta infatti 5 presenze in Under 21.

SERGINO DEST: Classe 2000, di nazionalità statunitense e di proprietà dell'Ajax, gioca indifferentemente sia sulla destra, ruolo naturale, sia come terzino sinistro. Nella stagione attuale ha fatto registrare 34 gare totali tra Eredivisie, Coppa d'Olanda, Champions League compresa la fase di qualificazione ed Europa League, con 2 gol e 6 assist all'attivo. Infine nella nazionale Stars and Stripes ha disputato 3 gare con esordio lo scorso 7 Settembre 2019.

DIOGO DALOT: Classe '99 portoghese, di proprietà del Manchester United che l'ha preso dal Porto (con cui ha vinto un campionato) nell'estate del 2018. Oltre al ruolo naturale di terzino destro, può essere impiegato su tutta la fascia, oppure sul lato opposto. Nella stagione corrente ha disputato 10 gare con la maglia dei Red Devils tra Premier League, FA Cup ed Europa League. Nazionale portoghese, con cui ha vinto un Europeo Under 17 a livello giovanile, vanta 6 gare in Under 21.

EMERSON: Nome completo Emerson Aparecido Leite De Souza Junior, talento brasiliano classe 99, di proprietà del Barcellona che l'ha preso dal Real Betis lasciandolo in prestito biennale a Siviglia fino al termine della stagione 2020/2021. Per lui un totale di 24 gare tra Liga e Copa del Rey, con 3 gol all'attivo e 5 assist. Lunga militanza nel Brasile Under 20 con 10 presenze, ha fatto il suo esordio nella Selecao lo scorso 19 Novembre 2019.

 

 

PEDRO PORRO: Classe '99 spagnolo, di proprietà del Manchester City che l'ha preso la scorsa estate dal Girona e girato in prestito al Valladolid. Sono in totale 15 le sue presenze tra Liga e Copa del Rey, mentre con la sua nazionale, vanta 4 presenze con le Furie Rosse Under 21.

TOMAS TAVARES: Classe 2001, talento portoghese di proprietà del Benfica, gioca indifferentemente sulle due fasce, con la predilezione per la fascia di destra, esterno basso di difesa. 21 difatti le sue presenze stagionali tra campionato portoghese, Coppa di Portogallo, Champions League e fase ad eliminazione diretta dell'Europa League, dopo l'eliminazione del Benfica. Nazionale portoghese, vanta 2 presenze in Under 21.

YAN VALERY: Classe '99 di nazionalità francese e di proprietà del Southampton, club con cui ha fatto quasi tutta la trafila a livello giovanile (preso dal Rennes). In Premier League vanta 9 presenze, con una gara giocata in Coppa di Lega inglese (Carabao Cup).

MERT MULDUR: Classe '99 di nazionalità turca e di proprietà del Sassuolo allenato da Roberto De Zerbi, che l'ha prelevato la scorsa estate dal Rapid Vienna, club con cui è cresciuto a livello giovanile (ha la doppia nazionalità Turchia e Austria). In neroverde ha fatto registrare 13 presenze tra Serie A e Coppa Italia, con un assist all'attivo. Aveva già fatto il suo esordio la scorsa estate con il Rapid Vienna, con cui ha disputato 4 gare di campionato con un gol all'attivo, prima dell'arrivo a Sassuolo. Infine con la Turchia vanta già 2 presenze.

 

 

HEITOR: Terzino destro brasiliano classe 2000 di proprietà dell'Internacional di Porto Alegre. Nome completo Heitor Rodrigues da Fonseca. All'Internacional (vecchio club di Alexandre Pato), ha disputato 20 gare nel campionato brasiliano con un assist all'attivo, mancando ancora però l'esordio in Copa Libertadores (competizione ferma causa coronavirus). Nazionale brasiliano, fà parte del Brasile Under 20.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

Stagione 1995-96, alla televisione compare una delle prime pubblicità associate direttamente ad una marca sportiva, quella che per intenderci stava letteralmente sbancando legata ad un certo Michael Jordan. Lo sfondo è un Colosseo chiaramente modificato al computer, ma reso un'arena, in una sfida contro il "diavolo" per la sopravvivenza dello sport più amato e giocato al mondo.

Da Paolo Maldini a Edgar Davids, da Manuel Rui Costa a Luis Nazario da Lima, vale a dire Ronaldo, da Campos (il pittoresco portiere del Messico ai Mondiali '94) allo svedese Thomas Brolin per finire con Ian Wright e Patrick Kluivert, l'azione tocca praticamente tutti per arrivare a lui. Palla a terra, maglia rigorosamente Red Devils e numero 7 sulla schiena. Colletto alzato e..."Au Revoir!". Perchè tutti, ma proprio tutti o almeno quella della mia generazione, quando a quei tempi, con gli amici c'era da battere un rigore, imitavamo semplicemente Eric Cantona.

 

 

Personaggio istrionico e per nulla pittoresco, capace di comportamenti in campo e fuori da codice rosso e con una carriera che definire altalenante è poco. In difficoltà quasi perenne nella sua Francia e con la sua Nazionale, ma infinitamente grande sul lato opposto della Manica. Nella sua dimensione perfetta al Manchester United, unico club a ben vedere, con la capacità di poter placare e andare oltre il suo carattere, perchè all'Old Trafford hanno visto anche di meglio e con lo stesso numero di maglia, la numero 7 diventata con George Best, praticamente un icona del calcio mondiale. Con un tecnico, che dal suo arrivo in poi, non ha più smesso di alzare trofei.

Eric Cantona: gli inizi in Francia

Precisamente all'Auxerre, club con cui ha completato il percorso nelle giovanili e che dopo il servizio militare, lo ha fatto esordire in prima squadra, prima di cederlo in prestito al Martigues (Serie B francese). Il talento lo si vede ai campionati Europei Under 21 del 1988, vinti dalla sua Nazionale e l'Olympique Marsiglia, grande di Francia di quei tempi, non se lo fa sfuggire. Cantona esaudisce anche un desiderio dell'epoca, giocando per la squadra di cui faceva il tifo. Al Marsiglia in realtà le cose non è che vadano gran che meglio, in un amichevole nel Gennaio del 1989 contro la Torpedo Mosca, viene sostituito e getta a terra la sua maglia, venendo sospeso dal club per un mese. Non contento durante uno show televisivo definì letteralmente come "un sacco di merda" l'allora Commissario Tecnico della Nazionale francese Henry Michel venendo di fatto sospeso dalle competizioni internazionali (tornerà ad indossare la maglia della Francia nel '92 per l'Europeo in Svezia).

Il Marsiglia lo spedì in prestito prima al Bordeaux, poi al Montepellier dove mise in mostra le sue doti calcistiche tanto da guadagnarsi la stima di Laurent Blanc e Carlos Valderrama, ritenuto dai due fondamentale per le sorti della squadra, che vinse alla fine della stagione 1989-90 la Coppa di Francia. Torna quindi al Marsiglia dove trova come allenatore Franz Beckenbauer, divenuto appena Campione del Mondo con la Germania, che a metà stagione verrà sostituito da Raymond Goethals. In una squadra già frande e con Bolì, Di Meco, Abedi Pelè, un giovane Boghossian, più Papin, Waddle, Tigana e l'acquisto di Dragan Stojkovic dalla Stella Rossa, Cantona vincerà il suo primo campionato professionistico, arrivando in Finale di Coppa dei Campioni, dove il Marsiglia viene sconfitto ai rigori dalla Stella Rossa di Savicevic e compagni.

Venne ceduto quindi al Nimes dove nel dicembre del 1991, arrabbiatosi per alcune delle decisioni del direttore di gara, gli lancia addosso la palla, venendo squalificato per un mese, ma Cantona non contento definì idioti tutti i membri della commissione disciplinare, che per tutta risposta gli aumentò la squalifica a tre mesi. Questa decisione portò Cantona, sempre nel dicembre 1991, ad annunciare il suo ritiro dal calcio giocato. Durante il periodo lontano dal calcio, si dedicò all'arte, in particolar modo alla pittura.

Cantona - Platini e il Leeds

Fù il nuovo Commissario Tecnico della Nazionale francese Michel Platini a convincerlo a ripensarci, con le blues che dopo aver fallito l'accesso ai Mondiali del 1990 in Italia, puntavano prima all'Europeo del '92 e soprattutto ai Mondiali in Usa del 1994 (mancati anche quelli), chiuderà in seguito con la maglia delle "blues" dopo l'Europeo del 1996. Il Liverpool doveva giocare il secondo turno di Coppa Uefa con l'Auxerre e "Le Roi" suggerì l'acquisto di Cantona ai reds allora allenati da Graeme Souness, che delicatamente declinò. Il talento francese fece anche un provino per lo Sheffield Wednesday di Trevor Francis, che lo invitò per un secondo provino. Cantona offeso rifiutò l'offerta e firmò per il Leeds United, dando inizio di fatto alla sua carriera oltremanica. Al Leeds divenne una colonna, vincendo il campionato nel 1991-92 (ultimo titolo vinto dall'attuale squadra di Marcelo Bielsa) e la Community Shield della stagione successiva, decidendo il match con il Liverpool chiuso sul 4-3 con una splendida tripletta. Nel Novembre del '92 arriva infine il trasferimento definitivo. Cantona passa al Manchester United per 1,2 milioni di sterline, accettando l'offerta di Alex Ferguson.

 

 

Eric Cantona e il Manchester United

L'esordio ufficiale con la maglia numero 7 dei Red Devils avvenne nel derby con il Manchester City, vinto per 2-1. Il primo gol invece è datato dicembre 1992 a Stamford Bridge (1-1 con il Chelsea). Lo United grazie anche alle sue giocate (non segnava molto, era una seconda punta atipica, che apriva spesso il gioco per i compagni), oltre ai gol di McClair e Hughes e ad un centrocampo retto da Roy Keane vinse la Premier League per due anni consecutivi, chiudendo il double (Premier League e FA Cup) nel 1994. 
Nel campionato 1994-1995 il Manchester United combattè a lungo per la conquista del titolo con il Blackburn Rovers di Shearer e Sutton, poi laureatosi campione, con Cantona comunque protagonista in vari match e non solo. Andò a segno nella vittoria per 4-2 ottenuta a Ewood Park nello scontro diretto, dedicendo di fatto anche la sfida di ritorno. Il francese andò a segno anche nel derby con il City, con partita vinta per 5-0. Allo United nel mercato di Gennaio arrivò Andy Cole dal Newcastle, ma il 25 Gennaio 1995 è una data che difficilmente i Red Devils scorderanno.

Durante una partita in casa del Crystal PalaceCantona fu al centro di uno degli episodi più famosi che lo ricordino. Il francese venne espulso dall'arbitro, dopo un calcio a palla lontana rifilato a Shaw reo di averlo trattenuto a lungo e più volte durante la partita. 
Avviatosi verso gli spogliatoi, il giocatore del Manchester United venne provocato da un tifoso del Crystal Palace e militante del Fronte Nazionale Britannico di nome Matthew Simmons. Cantona rispose colpendolo con un calcio che tutti ricordiamo. Il tifoso fù successivamente processato, mentre il francese fù condannato a sette giorni di carcere, dove uscì immediatamente su cauzione. Dopo diversi giorni di silenzio, Cantona organizzò una conferenza stampa per parlare dell'accaduto e accusò il mondo dei media, in particolare stampa e giornalisti: "Quando i gabbiani seguono il peschereccio, è perché pensano che verranno gettate in mare delle sardine. Grazie molte". Questa è una delle frasi più famose, insieme alle sue scuse: "Vorrei chiedere scusa al presidente della commissione. Vorrei chiedere scusa al Manchester United, Maurice Watkins e Alex Ferguson. Vorrei chiedere scusa ai miei compagni di squadra, vorrei chiedere scusa ai miei compagni di squadra e vorrei chiedere scusa anche alla prostituta che ha dormito nel mio letto la notte scorsa" (secondo la testimonianza dell’ex membro dell’esecutivo della FA David Davies, Cantona avrebbe pronunciato davvero questa frase).

 

 

Tornerà in campo nove mesi dopo (tanto è la squalifica comminata dalla FA all'allora Capitano dello United), nel frattempo il Blackburn Rovers si è preso il titolo e Ferguson ha pronta la prima vera rivoluzione ad Old Trafford. Salgono in prima squadra i vari Gary Neville, Paul Scholes e un giovane David Beckham (che in futuro si prenderà la 7). Il campionato 1995-96 vede i Red Devils protagonisti di una super rincorsa, da -12 dal primo posto alla vittoria della Premier League, con un 3-0 al Middlesbrough che decide di fatto la stagione. Non solo perchè Ferguson e i suoi, chiusero anche il secondo double in pochi anni, con Cantona che divenne il primo giocatore straniero ad alzare la Coppa d'Inghilterra (il secondo fù Vialli).

Vinto di nuovo il titolo, per lo United era tempo di guardare all'Europa, ma la stagione 1996-97 fù il primo passo d'avvicinamento, la Champions all'Old Trafford arriverà nel 1998-99. Battuto nella fase a gironi dalla Juventus di Lippi, arrivò comunque in Semifinale, dove venne eliminato dal Borussia Dortmund di Hitzfeld poi Campione d'Europa. Quella fù anche l'ultima stagione di Eric Cantona, ritiratosi a 30 anni, dopo il match di chiusura della Premier League contro il West Ham. Nel 2004 rilasciò una dichiarazione sui propri tifosi: "Sono molto orgoglioso che i tifosi cantino ancora il mio nome allo stadio, ma ho paura che un domani loro si fermino. Ho paura perché lo amo. E ogni cosa che ami, hai paura di perderla". Nel 2002, Cantona fu incluso nella neonata Hall of Fame del calcio inglese. Chiusa la carriera da giocatore, iniziò quella breve da Direttore Sportivo, per poi lavorare come opinionista, inoltre prese parte ad alcuni film come attore. Lo ricordiamo in Elizabeth con protagonista Cate Blanchett, nel ruolo dell'ambasciatore francese. Oppure accanto a Monica Bellucci in Le Deuxieme Souffle.

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

Di favole meravigliose da raccontare ne è pieno il calcio, cosi come lo sport in generale. Se ci siamo emozionati ormai quattro anni orsono per la cavalcata vincente del Leicester di Ranieri, con Mahrez, Kante e Jaime Vardy protagonisti in campo, non possiamo che tornare ancor più indietro nel tempo per ricordare un certo Alan Shearer e Chris Sutton, i cosiddetti "SAS", un tecnico come Kenny Dalglish e una squadra del nord d'Inghilterra, il Blackburn Rovers, capace di sfidare prima e battere poi, niente meno che il primo grande Manchester United di Sir Alex Ferguson.

Per rendere l'idea della portata dell'evento di allora, bisogna sapere che Blackburn è una città del Lancashire che conta circa 105 mila abitanti e che attualmente si trova in Football League Championship (la nostra Serie B), con un club i "Rovers" che fino alla stagione 1994-1995 avevano vinto solo 2 titoli di Campioni d'Inghilterra, con entrambi che fanno riferimento al 1911-12 e al 1913-14, ossia antecedenti la Prima Guerra Mondiale. Parliamo di un titolo allora atteso da ben 80 anni.

 

 

Blackburn Rovers: la costruzione del titolo

Partiamo dalla stagione 1992-93 perchè è li che si posiziona il primo titolo di Campione d'Inghilterra per il Manchester United di Alex Ferguson, capace di riportare la Premier ai Red Devils dopo 26 anni e di aprire un ciclo, chiuso praticamente "solo" nel 2012-13 e dopo aver vinto 13 campionati, 5 FA Cup, 5 Coppe di Lega, 11 Community Shield (la Supercoppa), 2 Champions League, una Supercoppa Uefa e una Coppa Intercontinentale. Il tutto con tre squadre diverse fatte salve le fondamenta da cui Alex Ferguson ripartiva sempre, un portiere, un difensore Gary Neville prima, Ferdinand poi, Roy Keane prima e Paul Scholes poi, ma sempre e soprattutto Ryan Giggs.

Quello era lo United che comprendeva anche Eric Cantona e Paul Ince (che poi venne all'Inter). Due titoli di Campione d'Inghilterra consecutivi, ma soprattutto tornando al Blackburn quello del 1993-1994 vinto proprio davanti ai Rovers di Jack Walker, il proprietario di allora, Re delle acciaierie e Presidente del club fino all'infausto arrivo della nuova proprietà indiana (con doppia retrocessione patita negli ultimi anni e purgatorio che oggi si chiama Serie B inglese).

Blackburn Rovers 1994-95 - Lineup

 

Jack Walker, riporta i Rovers in Premier League nel 1992-93 e nel giro di un anno comincia a spendere per costruire uno squadrone. Come tecnico sceglie niente meno che Kenny Dalglish, scozzese e soprattutto ex bandiera del Liverpool, mentre già da un anno, dal Southampton, è arrivato un centravanti che "corre male ma calcia bene e soprattutto segna tanto": si chiama Alan Shearer e in seguito al Newcastle e in Nazionale continuerà a far parlare di se. Nell'estate del 1994 completa il tutto, portando al Blackburn il portiere Tim Flowers (il miglior portiere inglese insieme a Seaman dell'Arsenal nel dopo Peter Shilton). Infine completa il l'ingaggio dal Norwich di Chris Sutton, formando di fatto la "Shearer and Sutton" nome esatto della "SAS".

Blackburn Rovers: la cavalcata vincente

Rovers scattano subito davanti a tutti. Per qualche giornata li insegue il Newcastle allenato da Kevin Keegan, che dopo una prima serie di vittorie si stacca a novembre. Poi a inserirsi ci prova il Liverpool, che ha due ragazzi promettenti di nome Fowler e McManaman, ma alla fine, in un campionato intenso (terzo arriverà il Nottingham Forest) restano in due a ballare: Blackburn e Manchester United.

I ragazzi di Alex Ferguson vincono lo scontro diretto dell’andata, ma sul più bello perdono Eric Cantona. E' il 25 Gennaio 1995 e lo United va in trasferta sul campo del Crystal Palace, il match non è dei migliori per "The King" che nella ripresa del match viene espulso, tra gli insulti del pubblico di casa. Gli epiteti arrivano uno dietro l'altro: Cantona li ascolta, li manda giù, ma alla fine reagisce. Si libera dalla stretta del magazziniere del Manchester e fa partire un calcio volante col destro che colpisce in pieno petto, con i tacchetti, il tifoso del Crystal Palace. In totale arriveranno 2 settimane di prigione (uscì immediatamente su cauzione) e ben 8 mesi di squalifica che ne hanno compromesso il resto della stagione, per lui e per lo United, ma su Cantona ci torneremo con un "Ritratto" a dovere.

 

 

Colui che diventerà Sir, ossia Alex Ferguson tornando al 1994-95 corre ai ripari e lancia fra i titolari Andy Cole, prelevato dal Newcastle poche settimane prima (formerà qualche anno dopo una splendida coppia d'attacco con Yorke). Cole segnerà 12 gol nelle 18 partite che conducono a fine torneo, il Man Utd vincerà col Blackburn anche al ritorno, ma ciò non basterà.

In una delle Premier League più pazze degli ultimi 30 anni, si arriva alla 32° e decisiva giornata. Lo United non va oltre il pari con il Tottenham, mentre i Rovers battono l'Arsenal effettuando il sorpasso decisivo. L'ultima giornata cita Liverpool - Blackburn e West Ham - Manchester United, con Shearer e compagni davanti di 2 punti (la stagione 1994-95 fù la prima effettiva ad assegnare tre punti a vittoria). A 30 minuti dalla fine le due gare sono esattamente sull'1-1 con il portiere del West Ham Ludek Miklosko che para di tutto a Andy Cole e compagni. Finirà 1-1 con United battuto sul filo di lana (non accadrà praticamente più per i successivi 20 anni) e con il Blackburn Rovers di Dalglish e Shearer Campione d'Inghilterra, seppur sconfitto per 2-1 ad Anfield Road.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      Fabrizio Consalvi

Dopo aver analizzato quali sono i migliori portieri Under 21 secondo rendimento e valutazione, andiamo a fare lo stesso tipo di lavoro avanzando di qualche metro. Da Matthijs De Ligt centrale difensivo acquistato la scorsa estate a suon di milioni dalla Juventus a Todibo giovanissimo elemento di proprietà del Barcellona, ma in prestito allo Schalke 04, da Alessandro Bastoni dell'Inter a Marash Kumbulla dell'Hellas Verona vediamo quali sono i migliori difensori centrali sotto i 21 anni. Ben 3 hanno militato nel nostro campionato Primavera, uno è una vecchia conoscenza dell'Inter scudettata di Stefano Vecchi.

Top Under 21 - I migliori difensori centrali

MATTHIJS DE LIGT: Difensore centrale, classe '99 di nazionalità olandese. Non ha certamente bisogno di presentazioni, protagonista con la maglia dell'Ajax dov'è cresciuto nelle giovanili, arrivando fino ad indossare la fascia di Capitano della "prima squadra", condotta ormai un anno fa fino in Semifinale di Uefa Champions League. Con i lancieri ha vinto un campionato olandese e una Coppa d'Olanda, sotto la guida di Ten-Haag. Trasferitosi alla Juventus la scorsa estate per la cifra di 85 Milioni, ha fin qui disputato in bianconero 27 gare tra campionato, Champions e Coppa Italia, con all'attivo 2 reti. Primo anno in Italia tra alti e bassi, con ambientamento iniziale con qualche difficoltà e prestazioni in crescendo fino allo stop, causa coronavirus. Già nazionale olandese, con 21 presenze con in maglia orange, condite da 2 reti. Ha praticamente saltato l'Under 21, con cui ha totalizzato solo 6 presenze.

 

 

OZAN KABAK: Classe '99 di nazionalità turca, cresciuto nelle giovanili del Galatasaray, con cui è arrivato fino all'esordio in Super Liga (Serie A). Preso nell'estate 2018 dallo Stoccarda per 11 Milioni, nel primo anno in Germania ha totalizzato 17 presenze in Bundesliga, con 3 reti all'attivo. La scorsa estate è stato prelevato dallo Schalke 04 per 15 Milioni e nella regione della Ruhr ha disputato 21 partite tra Bundesliga e Coppa di Germania, con all'attivo 3 gol e 1 assist, prima di un infortunio alle vertebre che ne ha decretato lo stop, fino alla prossima stagione. Ha effettuato l'esordio con la nazionale maggiore turca lo scorso 17 Novembre nel match valido per le qualificazioni europee contro Andorra.

BOUBACAR KAMARA: Classe '99 francese, all'occorrenza può giocare anche da mediano di centrocampo oppure da terzino sinistro, oltre che ovviamente da difensore centrale, suo ruolo naturale. Di proprietà dell'Olympique Marsiglia con cui è cresciuto, dalle giovanili fino alla prima squadra. Nella stagione attuale, in Ligue 1 ha totalizzato 24 presenze e un gol, precisamente contro il Lille in casa, più 2 assist. Vanta anche 3 presenze in Coppa di Francia, con un gol all'attivo più una presenza in Coppa di Lega. Sempre presente nelle varie nazionali giovanili francesi, può vantare 5 gare in Under 21.

WILLIAM SALIBA: Classe 2001, altro nazionale francese, ma di proprietà del Saint-Etienne che ne ha detenuto il prestito dall'Arsenal, che lo ha già acquistato per 30 Milioni, lasciando un altro anno in Francia, dove nella scorsa stagione ha totalizzato 17 presenze totali. Nell'annata in corso ha invece già totalizzato 17 presenze tra Ligue 1, Coppa di Francia ed Europa League. Presente nelle varie nazionali giovanili francesi, vanta una presenza nell'Under 20.

ALESSANDRO BASTONI: Classe '99, di proprietà dell'Inter dove nella stagione in corso ha totalizzato 17 presenze tra campionato, Coppa Italia ed Europa League. Man mano ha preso sempre più fiducia, ritagliandosi un posto nei tre del reparto difensivo di Antonio Conte. Ha siglato un gol contro il Lecce, lo scorso 19 Gennaio. Cresciuto nel settore giovanile dell'Atalanta, con cui ha vinto uno Scudetto Allievi Nazionali segnando in Finale contro l'Inter. Acquistato dai nerazzurri, ha trascorso la scorsa stagione in prestito al Parma (24 presenze e un gol in gialloblu). Sempre presente nelle varie nazionali azzurre, con 12 gare nell'Italia Under 21, con un gol all'attivo contro i pari-età della Croazia.

 

 

EVAN N'DICKA: Classe '99, terzo nazionale francese consecutivo. Di proprietà dell'Eintracht Francoforte, che l'ha prelevato nell'estate del 2018 dall'Auxerre, club con cui aveva fatto tutta la trafila, dalle giovanili alla prima squadra. In Germania ha totalizzato in questa stagione 25 presenze, suddivise tra Bundesliga, Coppa Nazionale ed Europa League, dove ha siglato anche un gol. Ha effettuato l'esordio nella Francia Under 21 lo scorso 9 Settembre 2019, contro la Repubblica Ceca.

MARASH KUMBULLA: Classe '99, di nazionalità albanese e di proprietà dell'Hellas Verona, club con cui è cresciuto dalle giovanili, fino alla Primavera e alla prima squadra, quest'anno allenata da Ivan Juric. In questa stagione, che di fatto lo ha lanciato nel grande calcio, ha totalizzato 19 presenze tra Serie A e Coppa Italia, con un gol all'attivo contro la Sampdoria, nel match disputato al Bentegodi lo scorso 5 Ottobre 2019, gara chiusa sul 2-0. Chiusura con l'esordio nella Nazionale maggiore albanese, avvenuto lo scorso 14 Ottobre contro la Moldavia (qualificazioni europee).

ZINHO VANHEUSDEN: Classe '99 di nazionalità belga, vecchia conoscenza del campionato Primavera con la maglia dell'Inter, club che lo ha prelevato giovanissimi dallo Standard Liegi. In nerazzurro sotto la guida di Stefano Vecchi, ha vinto un campionato Primavera e una Coppa Italia Primavera. Tornato allo Standard Liegi che l'ha prelevato due anni fà in prestito e la scorsa estate a titolo definitivo per 11 Milioni di euro. In Belgio ha vinto una Coppa Nazionale, mentre nella stagione corrente ha sin qui disputato 28 gare, tra Jupiler Pro League, Coppa del Belgio ed Europa League, mettendo a segno 2 gol, uno dei quali nella competizione europea rispettivamente contro l'Eintracht Francoforte. Ben 9 le presenze con 2 reti nel Belgio Under 21.

JEAN-CLAIR TODIBO: Classe '99 di nazionalità francese e di proprietà del Barcellona che l'ha prelevato nel Gennaio 2019 dal Tolosa. In blaugrana aveva raccolto due presenze con Messi e compagni, vincendo la Liga nella scorsa stagione, dopo le 10 presenze in Ligue 1 con la maglia del Tolosa (prima del trasferimento). Nell'annata in corso ha invece totalizzato 3 presenze (2 in Liga, 1 in Champions League contro l'Inter a San Siro, nell'ultima giornata del Girone F). Lo scorso Gennaio il Barcellona lo ha girato in prestito allo Schalke 04 con cui ha disputato 5 gare fin qui in Bundesliga e 2 in Coppa di Germania.

 

 

ETHAN AMPADU: Classe 2000 di nazionalità gallese e di proprietà del Chelsea, che l'ha girato per la stagione in corso al Lipsia, dove ha collezionato sin qui 7 presenze tra Bundesliga, Coppa di Germania e Champions League, dove ha fatto registrare ben 3 presenze contro Benfica e Lione all'interno del Girone G e negli Ottavi di Finale d'andata contro il Tottenham. Chiusura con le 5 presenze nella scorsa stagione nel Chelsea allenato da Maurizio Sarri, 9 infine le presenze nella nazionale maggiore gallese.

 

CLICCA QUI PER VEDERE TOP PORTIERI UNDER 21

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

Page 4 of 6
Ad Sidebar