INSIDE | Lazio - Fiorentina ai Raggi X: Inzaghi, Iachini e quel genio di Frank Ribery

Lazio – Fiorentina è stata una gara strana, una partita che poteva davvero finire in qualsiasi modo, e che alla fine forse ha premiato semplicemente la squadra più cinica, quella capace, anche con furbizia, di prendersi quello che le serviva in questo momento. Iachini l’aveva preparata bene, anzi benissimo. Le due squadre si sono presentate in campo in maniera speculare, 3-5-2 con la l’unica differenza rappresentata da una parte da Ribery e dall’altra da Caicedo, più di raccordo il primo, seconda punta il secondo.

A far la differenza, soprattutto nel primo tempo, sono stati i mancati automatismi in casa biancoceleste. La Lazio, prima di qualche titolare di troppo, si è infatti sistemata con Patric sul centro destra, Acerbi a centro e Bastos sul centro sinistra, con Parolo a fare da schermo davanti alla difesa. Una sistemazione inedita per la squadra biancoceleste, che ne ha risentito enormemente dal punto di vista della fluidità della manovra. Se Patric, sulla destra, palla al piede è al livello di Ramos, lo stesso non si può dire dalla parte opposta. Bastos, destro naturale, a sinistra fa fatica, sia in marcatura, sia soprattutto in fase di proposizione. La mossa di Inzaghi per ovviare a questa situazione portava Luis Alberto ad abbassarsi fino alla linea di difesa, lasciando Bastos libero di partire a sinistra, ma con la conseguenza di iniziare a far gioco da troppo lontano e di non avere, poi, quel cambio di passo e quella qualità che può dare lo spagnolo nella zona decisiva del campo. Quando il pallone, poi, andava a sinistra, la coppia Bastos – Jony non garantisce ne qualità ne fluidità. Le cose sono andate meglio dalla parte opposta, ed infatti la Lazio soprattutto in avvio ha cercato con insistenza Lazzari che, a parte qualche spunto, non ha fornito però la solita qualità nell’ultimo passaggio.

Dicevamo della preparazione di Iachini, impeccabile. La Fiorentina si muoveva all’unisono, stretta in difesa, soprattutto per vie centrali, quasi mai lasciate ai biancocelesti, con i viola che prediligevano lasciare la Lazio giocare sugli esterni dove, obiettivamente, potevano arrivare meno pericoli. Caicedo e Immobile, nel primo tempo, non sono quasi mai riusciti a liberarsi, cosi come Milinkovic e Luis Alberto. Dal punto di vista offensivo, invece, i viola andavano spesso a giocare dietro a Parolo con Ribery, un maestro in tal senso, e soprattutto ripartivano forte quando i biancocelesti perdevano palla e si ritrovavano a difendere con i soli tre centrali. Il gol è arrivato da sinistra, ma più che un discorso tattico qui c’è di mezzo l’eccelsa qualità di un giocatore che alla sua età dal punto di vista tecnico non ha eguali. Dribbling, tranquillità e serenità, capacità di operare sempre la scelta migliore al momento giusto, fino a quando la condizione l’ha supportato, Ribery è stato l’autentico padrone del campo. Una volta in svantaggio la Lazio non ha cambiato spartito, ha provato ad accelerare le giocate, a mettere maggiore intensità, ma con scarsi risultati.

 

SERIE A: Lazio - Fiorentina 2-1 - VIDEO

 

Quello che era emerso a Bergamo dal trentesimo in poi, si è in parte rivisto. La Lazio è una squadra che, se gira a mille e con tutti i suoi migliori interpreti in campo, è in grado davvero di battere chiunque, ma nel lungo periodo e con qualche infortunio di troppo, torna una formazione nei ranghi che deve faticare terribilmente per riuscire a portare a casa una vittoria. Nella ripresa Inzaghi ha capito che questa era probabilmente la gara decisiva per il proseguo del campionato della Lazio, e ha rischiato i suoi big in panchina pur di venirne a capo. L’inserimento di Radu al posto di Bastos ha ridato una certa fluidità di manovra, con un sinistro naturale ad iniziare il gioco da quella parte. Gli interscambi con Luis Alberto sono andati decisamente meglio, anche se in difesa la Lazio ha continuato a rischiare, in più di un’occasione, di subire il due a zero dei viola. Come spesso accade in queste occasioni serve un episodio, ed il rigore trovato da Caicedo è stato proprio questo, in una serata che sembrava stregata. Sul penalty si può discutere, probabilmente l’attaccante trascina la gamba ben prima dell’impatto.  Immobile, con una calma olimpica, ha rimesso i biancocelesti in corsa, il resto a quel punto è sembrata una logica conseguenza.

La Fiorentina, fino a quel momento perfetta, si è un po’ disunita, non riuscendo più a difendere con l’ordine mostrato in precedenza. La Lazio, più con il carattere che con la qualità delle giocate, ha provato il tutto per tutto ed anche qui era chiaro che solo una giocata di un campione avrebbe potuto risollevare le sorti dell’incontro. Luis Alberto, dall’ingresso di Correa in campo, ha trovato spazi e nuova linfa. L’argentino, infatti, ha il pregio di potersi spesso sostituire allo spagnolo nel venire indietro a far gioco, cosa che non può fare Caicedo, dando cosi la possibilità al dieci laziale di trovare maggiore campo in avanti. Proprio in una di queste situazione Luis Alberto di ha messo del suo, con qualità e con cattiveria, andandosi letteralmente a prendere il gol del due a uno.

La Lazio alla fine ha vinto, ma è chiaro che se i biancocelesti vorranno continuare a dar fastidio alla Juventus e tenere a distanza l’Inter, occorrerà riprendere il gioco e la brillantezza dei momenti migliori. Il calendario, da questo punto di vista, potrebbe dare una mano ai biancocelesti che dopo una difficile ripartenza, con Atalanta e Fiorentina, nella prossime cinque gare avranno delle sfide abbordabili, con l’unico big-match rappresentato dalla gara interna di sabato prossimo con il Milan.

Per la Fiorentina, alla ricerca di continuità e  di una vittoria, una battuta d’arresto immeritata per quanto fatto vedere in campo, la squadra sta crescendo ma occorre abbinare, alla qualità e alla voglia, anche quel pizzico di cinismo e di esperienza che, in partite come queste, possono fare la differenza.

Alessandro Grandoni

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Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile, Giornalista Pubblicista dal 2005, ha collaborato con varie testate giornalistiche e diretto, tra le altre, il portale www.calcionazionale.it

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