INSIDE | Atalanta - Lazio, la mossa del Gasp e il crollo mentale e fisico della Lazio

INSIDE | Atalanta - Lazio, la mossa del Gasp e il crollo mentale e fisico della Lazio Getty Images

Si è tornati in campo con il primo, vero, big-match di questa serie A un po’ strana. A porte chiuse, in un atmosfera surreale, Atalanta – Lazio è stata probabilmente anche la gara più divertente di questa ripartenza. L’ha vinta l’Atalanta, dopo che la Lazio aveva rischiato di chiuderla nella prima mezz’ora, ma l’affermazione dei nerazzurri nasconde forse più di quello che un risultato vuole dire.

Le premesse erano più per i bergamaschi, viste le difficoltà di formazione della Lazio costretta a fare a meno di almeno tre titolari, Luiz Felipe, Leiva e Lulic. Pronti via e, invece, la Lazio gioca che è una meraviglia, anche perché riesce a far diventare un’arma a proprio vantaggio una delle caratteristiche dell’Atalanta: la pressione alta, e il pressing asfissiante. Strakosha diventa praticamente il regista della squadra biancoceleste e, dopo aver rischiato grosso dopo pochi minuti, inizia a capire come far girare il pallone. L’Atalanta pressa subito, ma la qualità tecnica dei biancocelesti permette di uscire con il fraseggio, ricercando poi le accelerazioni di Lazzari come nel primo gol, quando poi De Roon ci mette del suo. Lo stesso schema si ripete qualche minuto più tardi, l’Atalanta pressa ma lo fa nel modo sbagliato, la Lazio attende nella sua area, cerca il varco giusto, e fa ripartire le sue frecce, stavolta impreziosite dalla qualità tecnica di Milinkovic, al quale non si può certo far prendere la mira da fuori area in tutta tranquillità.

Il copione va avanti, l’Atalanta inizia ad arretrare e da quel momento non pressa più cosi alta la Lazio, ma rischia ancora, soprattutto sugli sviluppi dei corner, perché la Lazio riparte veloce, i nerazzurri preventivamente sbagliano le coperture, ed in un paio di occasioni Immobile ha la palla per chiudere la gara, ma sbaglia. Le chiavi che, poi, portano al cambio di rotta, sono due. La prima è Gasperini, che dopo una ventina di minuti decide di intervenire invertendo le posizioni di Toloi e Dijmsiti, mettendo cosi il brasiliano nella zona di Milinkovic che, fino a quel momento, aveva praticamente dominato in lungo e in largo. La seconda chiave è legata all’aspetto fisico e mentale della Lazio, la cosa che decreterà la prima sconfitta dopo tantissimo tempo. I biancocelesti giocano una mezz’ora a mille, poi arretrano, ma quando lo fanno rischiano troppo. Non è una gestione oculata, l’Atalanta riprende coraggio capendo, giustamente, che si può provare. Nel momento in cui serve gestire, la Lazio sparisce, mentre i nerazzurri riprendono a contare sulle loro caratteristiche, sulla qualità, sul ritmo, sull’agonismo. Il due a uno è la logica conseguenza del cambio di atteggiamento da una parte, e di un blocco dall’altro.

 

SERIE A: Atalanta - Lazio 3-2, il Video

 

La Lazio, infatti, non è quella di sempre, soprattutto se si osservano alcuni particolari. Quella che era una squadra dove tutti ai aiutavano, pronti a dar tutto consapevoli di portare avanti un piccolo miracolo, sembra sparire a poco a poco. Sulle palle perse sono più le lamentele e il nervosismo che la voglia di recuperare e rimettersi a posto, sugli errori degli altri sono più i rimproveri che gli incoraggiamenti. L’aspetto mentale diventa determinante, e la Lazio da questo punto di vista cambia pelle. La ripresa prevede lo stesso copione della fine del primo tempo: l’Atalanta c’è, la Lazio no.

I nerazzurri continuano a spingere, la Lazio sembra incapace di reagire. A questo si aggiungono anche i problemi fisici, perché a una squadra che non gode di una panchina lunghissima, già costretta a fare a meno di diversi titolari, non è facile togliere anche Correa e Cataldi.

Si va avanti quasi per inerzia fino al momento del calcio d’angolo da cui arriverà la seconda rete atalantina, un corner che la dice lunga sul momento psicologico della Lazio. Su una palla pressochè innoqua Acerbi spedisce in angolo, con Strakosha a un passo, ma sono gli atteggiamenti subito dopo quel gesto che evidenziano che qualcosa non va. Il primo si lamenta, stizzito, il secondo neanche apre bocca, un comportamento che si può comprendere in una squadra che attraversa un periodo difficile, non una che è li a giocarsi la chance di una vita. Il gol, poi, arriva con un gran tiro di Malinovsky, ma cambia poco, perché sarebbe arrivato probabilmente in un’altra maniera, ma appariva inevitabile.

L’Atalanta, che ha già giocato domenica, continua a crescere, giocare e pressare, la Lazio a questo punto non c’è più, e c’è da interrogarsi sul perché. Più che una questione tattica, per cui i biancocelesti alla fine ci sono , è un fattore mentale, di concentrazione, di sacrificio, di unione che manca. Quello che accade nella terza rete, con Strakosha completamente disorientato, così come Caicedo, non può stupire, i biancocelesti avevano praticamente staccato la spina al trentesimo, il resto era solo l’attesa dell’inevitabile. Nel finale, con la Lazio in avanti, stravolta fisicamente, alla ricerca del pareggio, l’Atalanta manca almeno in tre occasioni la quarta rete, mettendo in luce dei limiti che fino a febbraio non era apparsi cosi evidenti nella squadra di Inzaghi.

Certamente una sconfitta non può cancellare quanto di buono fatto, ma in casa biancoceleste qualche correttivo va apportato, per non dilapidare consensi e complimenti raccolti fino ad ora. Bisogna migliorare fisicamente, tatticamente, ma soprattutto di testa, perché da qui in avanti conterà soprattutto quella per poter riprendere la via smarrita. L’Atalanta, dal canto suo, è ripartita come sempre, 4 gol al Sassuolo, 3 alla Lazio, un allenatore che legge le gare, una squadra che corre, che non si arrende, che sa che alla fine  il risultato arriva, perché è la logica conseguenza del lavoro fatto, delle sue peculiarità, della sua voglia di arrivare.

Atalanta batte Lazio tre a due, ora il campionato è davvero ripreso per tutti.

Alessandro Grandoni

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Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile, Giornalista Pubblicista dal 2005, ha collaborato con varie testate giornalistiche e diretto, tra le altre, il portale www.calcionazionale.it

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