RITRATTI | Romario, O Baixinho do Brasil

Romario - Brasile, Mondiali 1994 - attaccante Romario - Brasile, Mondiali 1994 - attaccante Diario Correo

Un fenomeno, prima del Fenomeno. In anticipo di pochi anni e con cui insieme ha vinto un Mondiale, anche se l'altro in quel frangente era poco più che un esordiente. Un attaccante completo e ovviamente straordinario, perchè quando si parla di "O Baixinho" soprannome di Romario de Souza Faria, bisogna sin da subito mettere in conto le sue 772 reti in 994 partite disputate, in una carriera che va dal 1985 al 2005, anno del suo ritiro definitivo. Davanti a lui in termini di gol realizzati in totale, praticamente abbiamo solo Edson Arantes do Nascimento, ossia Pelè. Ma in un contesto storico diverso e in una carriera che a livello di club, l'ha visto indossare la sola maglia del Santos oltre ai Cosmos di New York a fine carriera. Per Romario ci sono Psv Eindhoven, Barcellona e Valencia in Europa, oltre ai tanti gol realizzati in Brasile. Capocannoniere di 26 tornei diversi nell’arco di una carriera lunghissima, conclusa a 43 anni con la maglia dell’Ámerica di Rio de Janeiro.

 

 

Romario - Dal Vasco da Gama all'Europa

Inizia a giocare a calcio ovviamente da piccolo, all'età di 10 anni entra a far parte della società del padre, ossia l'Estrelinha di Vila de Penha. Viene quindi ingaggiato dall'Olaria prima e soprattutto dal Vasco da Gama poi, con cui esordisce nel campionato brasiliano nel 1985. Al Vasco realizza 11 gol in 28 apparizioni nella prima stagione, 17 su 20 la seconda, vincendo per due volte consecutive il mini-campionato dello Stato di Rio, dov'è anche ovviamente capocannoniere delle due manifestazioni. Nel 1988 decide quindi di andare in Europa, non direttamente in una grande di Spagna o Italia, ma in Olanda ossia al Psv Eindhoven. Minor pressione, un calcio che sa insegnare ed affinare i fondamentali tecnici e l'abitudine che arriva verso un gioco diverso, quello Europeo. Farà la stessa scelta qualche anno più tardi Luiz Nazario da Lima, vale a dire Ronaldo il "Fenomeno", proprio su suggerimento di Romario.

 

 

Parallelamente indossa la maglia del Brasile nel torneo Olimpico di Seul, dove inizia a formarsi la Selecao che nel 1994 sarà Campione del Mondo a nostre spese, lui, Taffarel poi al Parma, Jorginho, Bebeto (che in Europa giocherà con il Deportivo La Coruna). Saranno 7 i gol alle Olimpiadi del 1988, che basteranno per l'argento, con il Brasile battuto in Finale dalla vecchia Unione Sovietica. L’estate dopo, arriva il successo nella Copa America giocata in casa. Il Brasile vince 5 partite su 6, Romario segna consecutivamente nelle ultime tre. È suo anche il gol decisivo nell’ultima partita contro l’odiato Uruguay.

Al Psv resta per 5 anni dove vincerà tutto il possibile, con medie realizzative praticamente assurde (3 Scudetti, 2 Coppe d'Olanda e una Supercoppa Nazionale). Su 168 partite disputate in maglia biancorossa, metterà a segno la bellezza di 174 gol (media superiore ad uno a partita), vincendo ovviamente per due anni consecutivi la classifica dei marcatori olandese, mentre nel 1993 arriva secondo al Fifa World Player of The Year. Il gol è stata la sua splendida ossessione, perchè ogni movimento, ogni giocata, era finalizzata solo allo scopo ultimo, mai una leziosità fuori posto. Rapidissimo e astuto, semplicemente perfetto, una "macchietta del carnevale" con le sue espressioni furbesche, ma maledettamente implacabile nell'area di rigore. Il suo regno.

 

 

Romario - il Barcellona, Cruijff e l'apoteosi Mondiale

Nell'estate del 1993 viene ingaggiato dal Barcellona di Johan Cruijff, che nel 1991-92 si è laureato Campione d'Europa nella Finale vinta contro la Sampdoria di Vialli e Mancini e intenzionato a rendere i blaugrana ancora più imprevedibili, con Zubizarreta tra i pali, Koeman e Nadal i centrali di difesa e la fantasia da li in avanti, Guardiola a dettare i tempi, Stoichkov e Romario liberi di inventare e far gol. Sarà il Dream-Team (termine mutuato dalla Nazionale Usa di basket, appena protagonista alle Olimpiadi di Barcellona), capace di vincere la Liga, in duello d'altri tempi proprio con il Deportivo di Bebeto, con rigore sbagliato da Djukic all'ultima giornata. Romario in quella stagione 1993-94 realizza 30 gol su 33 partite disputate (media in Liga battuta in seguito dai vari Ronaldo, Cristiano Ronaldo e Messi). L'apoteosi si ha nel Clasico giocato al Camp Nou con tripletta di Romario al Real Madrid. Sfuggirà invece la Champions League, nella famosa Finale disputata ad Atene contro un Milan semplicemente spaziale.

Ma la vera consacrazione sta per arrivare. Mondiali '94Stati Uniti d'America con qualificazione ottenuta grazie ad una sua doppietta sull'Uruguay. Il titolo di Campione del Mondo, con 5 gol realizzati nella manifestazione e una delle coppie d'attacco più prolifiche che si ricordi, quel Romario - Bebeto, fermato in campo (nei 120 minuti prima dei rigori) solo da Maldini - Baresi, gli stessi di Atene, non due qualunque. Tornerà in verdeoro nel 1997, in tempo per vincere un'altra Copa America, oltre alla Confederations Cup, vinta con 7 gol totali nella manifestazione.

Ai Mondiali del 1998 in Francia non viene convocato e con il senno di poi, sarebbe servito eccome. Infine partecipò a diverse gare di qualificazione ai Mondiali in Corea del Sud - Giappone del 2002, risultando decisivo per il suo Brasile, senza però poi prendere parte al Mondiale, sacrificato da Felipe Scolari, che nel Sol-Levante avrebbe poi vinto con Ronaldo mattatore. Romario annunciò in seguito "il suo" addio ai colori verde-oro il 27 aprile 2005, nella gara contro il Guatemala, sebbene fosse fuori dal giro dei convocati già dal 2001, perchè come per tutta la sua carriera, decide lui quando è ora.

 

 

Romario - la ricerca del prossimo gol

Come al Barcellona nel 1994-95, con l'esperienza in blaugrana chiusa a Gennaio per dissidi con Johan Cruijff (chi non ne ha avuti), ma con 39 gol in 66 partite totali giocate con il club catalano. Torna al Flamengo (lo farà diverse volte nell'arco della sua lunga carriera) dove con 26 gol sarà il capocannoniere del campionato brasiliano, quindi al Valencia nel 1996 segnando altri 14 gol in 20 partite, quindi di nuovo in rubronegro per altri due titoli di capocannoniere dello stato di Rio, con altri due campionati vinti. Lascerà definitivamente il Flamengo per tornare al Vasco da Gama nel '99, con un bottino totale di 204 gol in 240 partite.

Al Vasco da Gama continuerà ad aggiornare le classifiche marcatori vincendone un'altra, oltre ad un altro campionato brasiliano. Cosa che ripeterà nella stagione successiva (in Brasile i campionati si giocano ad anno solare, quindi 2000 e 2001). Nel 2002 è al Fluminense, dove segna 13 gol, portando il "Flu" di Rio de Janeiro al 4° posto finale. Mentre nella stagione successiva segna solo 5 gol, tentando anche un'avventura in Qatar, solo 3 partite ma 1,7 milioni di dollari in tasca. In totale chiude il suo periodo alla Fluminense con 48 gol in 77 presenze.

Torna infine al Vasco da Gama, dove vincerà un altro titolo di capocannoniere del campionato brasiliano e chiudendo non del tutto l'avventura in quel club con 292 gol totali (intervallati in 20 anni di carriera) su 379 partite. Va quindi negli Stati Uniti d'America, precisamente al Miami Fc del suo amico Zinho, segnando nella Major League Soccer 19 gol in 23 gare.

Il traguardo dei mille gol. E' questo l'ultimo sogno, che cerca di raggiungere in carriera. Per farlo all'età di 40 anni si sdoppia, Romario firma sia con l'Adelaide United (in Australia), che per il Tupi Football Club della città di Juiz de Fora nello Stato di Minas Gerais (Serie C brasiliana), giocando il giovedi in patria e la domenica dall'altra parte del mondo. Non riuscirà ovviamente nel suo intento. Torna quindi al Vasco nel 2007 dove disputerà le sue ultime 6 partite, segnando comunque 3 gol. Firma quindi un contratto con l'Adelaide United. Il giorno 15 aprile 2008 Romario annuncia quindi il suo addio ai campi di calcio all'età di 42 anni. Il Vasco per omaggiarlo ritirerà la sua maglia numero 11.

E' solo però l'ennesima burla, perchè chiuderà davvero all'America di Rio de Janeiro, vale a dire in Serie B. Prenderà il ruolo di allenatore-giocatore, prima che il posto in panchina venga preso dal suo amico Bebeto. I due riporteranno il club nella Serie A brasiliana. Tenta infine la carriera politica, anche questa con successo. Si candida prima alle elezioni per il Parlamento brasiliano nell'ottobre del 2010, non venendo eletto. Poi nel 2014 stavolta diventando Senatore per il Partito Socialista.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

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Last modified on Wednesday, 20 May 2020 14:28
Fabrizio Consalvi

Caporedattore - Giornalista Pubblicista dal 2015

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