RITRATTI | Quando Gazza era in cima al mondo...

Paul Gascoigne con la maglia dell'Inghilterra ai Mondiali del 1990 in Italia Paul Gascoigne con la maglia dell'Inghilterra ai Mondiali del 1990 in Italia

Paul John Gascoigne, uno dei giocatori più talentuosi degli anni novanta, ma altrettanto sempre vittima delle sue debolezze, del suo bisogno di non sentirsi mai solo. Ha sempre avuto due facce, Gazza, quella del talento cristallino, del giocatore capace di infiammare il pubblico con una giocata, e quella del ragazzo bisognoso di affetto, di sentirsi parte di qualcosa, amato.

Gascoigne nasce a Gateshead il 27 Maggio del 1967, da una famiglia umile, dal padre John, manovale, e dalla mamma Carol, operaia in fabbrica. Il suo nome deriva dall’amore per Paul McCartney e John Lennon, cresce in una famiglia costretta a sacrificarsi per sostenersi, perché Gazza ha altri tre fratelli, un maschio e due femmine, e perché il padre, John, inizia a soffrire presto di crisi epilettiche. Paul è indubbiamente il più bizzarro della famiglia, fin da piccolo, ma comincia presto ad accusare il contesto in cui è costretto a vivere, finendo in terapia già a 10 anni per alcuni disturbi ossessivi e qualche tic di troppo.

All’età di 15 anni, poi, sviluppa un’ossessione per le slot machine, dove si gioca tutti i soldi che raccimola, oltre a rendersi protagonista di episodi non proprio educativi per le strade della sua città. Divertente, paffutello, è però anche il miglior giocatore di calcio del posto, e questa è la sua unica salvezza perché, alla sua età, ha già assistito alla morte, da vicino, di due persone, e questo non potrà non contare nello sviluppo della sua complicata personalità. Il primo è un amico del fratello, investito mentre erano insieme, l’altro, un suo compagno di squadre, coinvolto in un incidente mentre lavorava per lo zio di Gazza. Due episodi che manderebbero fuori di testa chiunque, e lui non è da meno.

Ha solo una cosa che lo può salvare, il calcio. Dopo esser stato notato per il suo grande talento, a sedici anni entra a far parte del Newcastle United, in un posto dove l’amore per il calcio è simile a quello per la birra e l’alcool, due aspetti che faranno, purtroppo, sempre parte della vita di Paul.

 

Paul Gascoigne - Newcastle United

Che si tratti di un talento purissimo non ci sono dubbi, ma anche di un ragazzo che vive sempre al limite, all’eccesso, che fatica a controllarsi con il cibo e con l’alcool, che è sempre sopra le righe, in campo e fuori, forse perché è l’unico modo che conosce per non dover pensare.  Ha classe, e questo lo porta giovanissimo a far parte della prima squadra che lo divide con la nostra Primavera. Il manager del Newcastle, Jack Charlton, sa che è un cavallo purissimo, ma sa anche che va gestito, accompagnato, controllato, perché per perderlo basta un attimo.

Nel 1985, a diciotto anni, non ha ancora esordito in Premier ma vince il suo primo trofeo, la FA Youth Cup, con il Newcastle che in finale affronta il Watford. L’andata finisce zero a zero, il ritorno in casa del Watford è decisivo, e Gascoigne decide di prendersi la coppa. Termina quattro a uno per il Newcastle, lui ne fa due, uno di testa e uno, come disse Jack Charlton, è un gol che “se sei fortunato, riesci a vedere dal vivo una volta nella vita”. Un partita che non pone più dubbi sulla sua ascesa, Gazza è pronto per il grande calcio, e inizia a far parte stabilmente della prima squadra. In campo è un talento, ma è anche il giocatore, giovane, che non fa altro che scherzare, organizzare prese in giro ai compagni, anche ai più esperti, e questo non sempre è apprezzato. In campo inizia a giocare ma anche gli avversari non sempre lo accolgono a braccia aperte, come appare palese con Vinnie Jones, centrocampista gallese del Wimbledon, che il 6 febbraio 1988, a Plough Lane, si rende protagonista di un gesto che viene immortalato in una delle foto più iconiche della carriera di Paul Gascoigne.

 

Paul Gascoigne e Vinnie Jones durante Newcastle - Wimbledon e poi venti anni dopo
Paul Gascoigne e Vinnie Jones durante Newcastle - Wimbledon e poi venti anni dopo

 

Lui accetta la sfida, e a fine gara di tutta risposta fa recapitare nello spogliatoio del Wimbledon un mazzo di rose per l’avversario. Gazza è cosi, prendere o lasciare. Dal 1985 al 1988, con il Newcastle, gioca uno splendido calcio, riporta in alto la squadra, con un gioco fatto di dribbling, colpi di genio, serpentine e gol. Saranno 21 le reti in 92 gare in tre stagioni in First Division (che a breve prenderà il nome di Premier), il nome di Gascoigne finisce sul taccuino delle maggiori squadre inglesi, il Newcastle è in difficoltà economica, e la sua cessione è la logica conseguenza. Tra i manager che vogliono Gazza è anche Alex Ferguson, non ancora Sir, che è convinto di volerlo per il suo United. In realtà Ferguson strappa anche la promessa al giovane, prima di andarsene in vacanza, ma Gazza qualche giorno dopo sceglie il Tottenham, che gli offre 1500 sterline a settimana e con 2 milioni e 200.000 sterline al Newcastle si accaparra quella che sembra la stella nascente del calcio inglese. Ferguson, negli anni seguenti, più volte racconterà questo episodio e sottolineerà come quello sia stato il più grande errore di Paul, ma prove sul fatto che a Manchester, qualcuno riuscisse a contenere i suoi eccessi, non ce ne sono. Perché è quello il problema di Paul, non il campo, dove in pratica fa quel che vuole. E’ troppo più forte, troppo più astuto, ha una tecnica che gli permette tutto, ma anche un fisico che lo sorregge. Non è un peso piuma, combatte sempre con gli eccessi anche sul cibo, ma ha una stazza nella parte superiore del corpo che gli permette di resistere a qualsiasi contrasto. Nel 1988, Gascoigne, passa quindi al Tottenham, a Londra, nella capitale.

 

Tributo a Paul Gascoigne

L’impatto non è dei più agevoli, e l’esordio arriva proprio sul campo del Newcastle, che non ha gradito la sua partenza. La settimana seguente, però, nel derby con l’Arsenal, segna il primo gol con la maglia degli Spurs, con una scarpa sola, perché l’altra l’aveva persa in un contrasto, da quel momento diventa un idolo anche qui. La sua prima stagione si chiude con 32 presenze e 6 gol, è un beniamino, anche se fuori dal campo i suoi problemi con l’alcool iniziano a diventare sempre più evidenti, è lontano da casa, e questo non aiuta. All’inizio di quella stagione, il 14 Settembre 1988, fa anche il suo esordio nella nazionale inglese, sempre a Londra, contro la Danimarca, giocando quasi tutta la partita. Il tecnico della selezione è Bobby Robson, che ha in testa di farne un titolare inamovibile della squadra che, due anni dopo, dovrà cercare di vincere il Mondiale in Italia, nel 1990.

 

Paul Gascoigne - Tutti i Gol con la maglia dell'Inghilterra

Con il Tottenham continua ad incantare, realizzando sei gol anche nella sua seconda stagione, dove fa coppia con Gary Lineker, il centravanti della nazionale inglese. Ai Mondiali Gazza ci va, non si può non portarlo nonostante qualche eccesso, e quello sarà probabilmente il punto più alto della carriera di Paul John Gascoigne. E’ uno dei punti forti, dei giovani dell’Inghilterra, con lui ci sono Waddle e Platt, mentre in avanti è il suo compagno Lineker a tenere in piedi la baracca. Il ritiro, le partite, è il periodo migliore per Gazza, sempre insieme ai suoi compagni, mai solo. Nasce la sua stella, tutto il mondo di accorge di lui, della sua fantasia, del suo estro, ma anche delle sue debolezze, perché oltre ai dribbling ed ai passaggi illuminanti, negli occhi di molti rimane il Gascoigne che piange in campo, a partita in corso, nella semifinale con la Germania, quando rimedia un giallo che gli avrebbe precluso l’eventuale finale (la Germania vincerà ai rigori), ripetuto a fine gara per l'eliminazione.

 

Paul Gascoigne in lacrime dopo Inghilterra - Germania del 1990, in Italia
Paul Gascoigne in lacrime dopo Inghilterra - Germania del 1990, in Italia

 

E’ quello il periodo migliore, a cui segue una stagione, nel 1990-91, di altissimo livello. E’ il fulcro del Tottenham, gioca e diverte, è un beniamino, trascina la squadra sia in campionato dove realizza 7 gol in 26 partite, sia in Coppa, dove con 6 reti in 5 partite contribuisce in maniera determinante per il raggiungimento della finale.

Gazza è sulla bocca di tutti, ma anche le sue bizze, ma c’è una squadra in Italia che vuole puntare su di lui, che vuole qualcuno che la faccia conoscere nel mondo. La Lazio, ancora del presidente Calleri, riesce a strappare al Tottenham la promessa della vendita del giocatore, con la squadra inglese in difficoltà economiche. L’accordo è fatto, ma c’è da chiudere la stagione, e Gazza la vuole chiudere al meglio.

Scende in campo nella finale di Coppa contro il Nottingham Forest, ma è nervoso. Dopo qualche minuto entra in scivolata nella trequarti difensiva in maniera scellerata, rimane a terra, dolorante. Prova a rialzarsi, non vuole arrendersi, va a comporre la barriera sulla punizione che segnerà il gol del Nottingham di Pearce, poi stramazza al suolo. Viene portato via in barella, si è rotto il legamento crociato del ginocchio, dovrà stare fuori mesi e sarà tutto da vedere se riuscirà a tornare quello di prima. E’ un periodo difficile per un uomo che ha sempre avuto nel calcio, nella possibilità di essere il beniamino di tanti, la sua salvezza. La Lazio confermerà, nonostante l’infortunio, il suo acquisto, con Sergio Cragnotti che subentra a Calleri.

Gascoigne arriva a Roma nel 1992, un anno dopo il suo terribile infortunio, ma questa è un’altra storia…

Alessandro Grandoni

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Last modified on Thursday, 18 June 2020 09:17
Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile, Giornalista Pubblicista dal 2005, ha collaborato con varie testate giornalistiche e diretto, tra le altre, il portale www.calcionazionale.it

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