RITRATTI | La seconda vita di Paul Gascoigne, dalla Lazio ai Glasgow Rangers

Paul Gascoigne con la maglia dei Glasgow Rangers Paul Gascoigne con la maglia dei Glasgow Rangers

Nella nostra storia sulla prima vita di Paul Gascoigne, lo avevamo lasciato, infortunato, dopo la finale di Fa Cup tra Tottenham e Nottingham Forest. La Lazio di Calleri prima e di Cragnotti poi, lo avevano indicato come l'uomo della svolta. Nonostante i problemi fisici, la Lazio non si tirò indietro, e questo fu sempre riconosciuto da Gascoigne. Per la cifra record per l’epoca di 8,5 milioni di sterline, i biancocelesti si accaparrarono quello che, a tutti gli effetti, sembrava un vero crack di mercato. Era il giocatore di maggior talento dell’Inghilterra, ed era anche un personaggio, uno capace di far parlare sempre di se.

 

Paul Gascoigne arriva alla Lazio: estate 1992

 

La gente lo amava ancora prima di vederlo all’opera, al suo arrivo a Roma migliaia di persone lo accolsero a Fiumicino, segno tangibile dell’amore incondizionato che la gente laziale aveva deciso di riservargli.

 

 

Gazza tornava quindi in Italia, nel paese dove aveva vissuto il suo miglior momento calcistico, quel mondiale che lo aveva visto protagonista e che lo aveva fatto conoscere al mondo intero. I postumi dell’infortunio, però, erano ancora presenti, nonostante un anno di stop, infatti, a Gazza servì qualche settimana in più per rimettersi in paro con i compagni, e l’esordio avvenne in una notte di settembre, quando venne organizzata un’amichevole contro il suo Tottenham all’Olimpico. Pochi minuti di gioco ed arriva il gol, proprio di Gazza, sotto misura, la corsa sotto la curva, la gioia ritrovata. Paul è tornato, e ora la sua avventura può davvero iniziare. Il gol e la voglia di vederlo in campo spinse il tecnico dell’epoca, Dino Zoff, a buttarlo nella mischia nella sfida casalinga contro il Genoa, terminata zero a zero. Qualche lampo di classe ma anche apprensione, per una botta al ginocchio poi rivelatasi di poco conto. Gazza resta in campo un tempo, ma da quel giorno si prende la Lazio. La settimana seguente è ancora titolare, contro il Parma, duetta con Signori e la Lazio vince 5-2. La forma dell’inglese pian piano diventa sempre più accettabile, anche se spesso non riesce a finire le partite.

 

Paul Gascoigne con la maglia della Lazio
Paul Gascoigne con la maglia della Lazio

 

Lui è un personaggio, in Inghilterra iniziano a seguire la Serie A come non avevano mai fatto, Gazza rimane sempre lui, e fa parlare spesso anche per i tuoi atteggiamenti fuori dal campo, enfatizzati da una città come Roma, dalla lontananza con le sue origini, tenute strette solo dalla presenza della moglie Sheryl e dell’amico di sempre Jimmy Cinquepancie. Il primo anno di Gascoigne alla Lazio, però, è il migliore. A novembre si gioca il derby, e Gazza da quel giorno resterà per sempre nel ricordo di tutti. La Lazio sotto per uno a zero per il gol di Giannini, a quattro minuti dal termine Signori calcia una punizione in area, Gascoigne è in campo, e già questa è una notizia, sale in cielo di testa, beffa Cervone e corre impazzito sotto la Nord. Piange al suo ritorno verso il centrocampo, è entrato nella storia, ha fatto quello che i tifosi gli avevano sempre chiesto, un gol nel derby, che rimarrà eterno.

Paul Gascoigne: dribbling e gol con la Lazio

 

Gazza la settimana seguente, a Pescara, segna il più bel gol della sua esperienza alla Lazio, salta tre giocatori come birilli e spedisce la sfera in fondo al sacco (dichiarerà, anni dopo, che quella partita la giocò da ubriaco). La sua stagione ha poi un passaggio a vuoto, la condizione inizia a latitare, lui si lascia un po’ andare, e Zoff lo tiene fuori nella sfida con la Juventus, lui alle domande dei giornalisti risponde con un ruttino, che fa andare su tutte le furie il patron Cragnotti. Multa di 20 milioni, discorso, e dopo 4 giorni Gascoigne gioca la miglior partita mai vista in maglia laziale, contro il Torino in Coppa Italia. La Lazio pareggerà 2-2, ma il primo tempo di Gascoigne è qualcosa che si vede raramente su un campo di calcio. Tra alti e bassi Gazza gioca molte partite, segna ancora contro il Milan in casa e con l’Atalanta in trasferta con un gran colpo di testa, è protagonista fino alla fine in una stagione in cui la Lazio centra il quinto posto e torna in Europa, con la qualificazione in Uefa, dopo sedici anni dalla sua ultima apparizione. Gazza è la star di quella squadra, ma quella sarà anche la sua miglior performance in Italia.

L’anno seguente, il 1993-94, Gazza si presenta in ritiro con i capelli lunghi e il codino, frutto di un extension fattosi fare in Inghilterra. Parte un po’ a rilento ma con il passare delle giornate è sempre più protagonista e raggiunge il suo apice nella vittoria casalinga contro la Juventus per 3-1, dove segna, e nel 4-0 casalingo con il Cagliari, quando inventa una punizione magica da distanza impossibile, prima di festeggiare fingendosi una statua. Qualche acciacco di troppo, anche per via di un brutto colpo ricevuto in un derby, lo porta a non essere sempre convocato, ma prima della fine della stagione arriva un altro colpo basso. Nel corso di un allenamento Gazza entra in takle su un giovanissimo Alessandro Nesta, l’inglese rimane a terra dolorante, tra lo sconforto di tutti: rottura di tibia e perone, stagione finita e un altro grande infortunio da dover gestire. Qui si rompe qualcosa, a Roma arriva Zeman al posto di Zoff, la convivenza con l’inglese, per un uomo di schemi, appare subito difficilissima.

Gazza ci mette quasi un anno a riprendersi, e ad Aprile 1995 torna in campo, in una gara casalinga con la Reggiana. Gioca discretamente, scenderà in campo ancora una volta, ma sembra chiaro che la sua esperienza a Roma sia giunta al termine, chiuso da un gioco che non ammette colpi di fantasia, ed anche da una vita privata che mette sempre più alla berlina di tutti i suoi atteggiamenti. L’addio che si consuma dalla Lazio è un addio silenzioso, non roboante come il suo arrivo. Qualche squadra inglese lo cerca, ma lui compie una scelta diversa, e sarà ripagato per questo. Decide di andarsene in Scozia, dove ci sono i Glasgow Rangers pronti a celebrarlo e farne il centro del loro progetto tecnico. Walter Smith, tecnico dei Rangers, lo vuole e mai scelta fu più azzeccata.

 

Paul Gascoigne, dalla Lazio ai Glasgow Rangers

 

Gascoigne è tutt’altro che finito, e nella stagione 1995-96 gioca probabilmente il suo miglior calcio, equiparabile a quello del 1990. Con gli scozzesi si trova a meraviglia, gioca un campionato fantastico e mette a segno ben 19 gol in una stagione, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria del titolo. Con queste premesse Gazza si riprende anche la Nazionale, che in quell’estate ospita gli Europei di Calcio.

 

Paul Gascoigne con la maglia dei Rangers Glasgow
Paul Gascoigne con la maglia dei Rangers Glasgow

Dopo sei anni da Italia ’90, Gascoigne è ancora il protagonista del suo paese. Non gioca un Europeo strabiliante, ma segna un gol che rimane nella storia proprio contro la Scozia, con un’esultanza che ancora oggi è un’icona.

 

Paul Gascoigne: il gol in Inghilterra - Scozia

L’Inghilterra perderà, ancora una volta, contro la Germania ai rigori in semifinale, ma Gazza ha dimostrato al mondo che è ancora un giocatore importante, come dimostrerà anche la sua stagione seguente. Rimane ai Rangers, ed il suo score ricalca quello dell’anno precedente. 17 gol in 34 partite totali, tra campionato e coppe, Gazza ha continuità di rendimento e gioco ma non mancano, come sempre, le sue goliardate fuori dal campo, perché in fondo è sempre lui, perché non riesce a godersi la sua fama senza ricadere negli errori e nelle debolezze di sempre.

Paul Gascoigne: dribbling e gol con la maglia dei Glasgow Rangers

 

Paul Gascoigne: la fine della carriera, tra Middlesbrough ed Everton

 

Il terzo anno dell’inglese non è esaltante come i primi due, gioca 20 partite fino a gennaio con solo 3 reti, e decide di tornare in Inghilterra, al Middlesbrough, per candidarsi per i mondiali di Francia ’98. Le prestazioni non sono all’altezza, gli acciacchi fisici ci sono, la condizione non lo supporta, e cosi il Ct Hoddle lo lascia a casa. Con i Rangers, però, è autore anche di una delle esultanze più discusse, durante una gara con il Celtic, segna a mima il gesto di suonare il flauto, richiamando l'origine protestante e leale alla Corona della sua squadra, contro i repubblicani e filo-irlandesi biancoverdi, per lui arrivano richiamo della Federazione e multa della società. 

 

Paul Gascoigne con la maglia del Middlesbrough
Paul Gascoigne con la maglia del Middlesbrough

 

Questo segna probabilmente l’inizio della parabola discendente dell’inglese. Con gli inglese gioca altre due stagioni senza incantare, 26 gare e 3 gol nel 1998-99 e solo 8 apparizioni e 1 rete nel 1999-2000. Il suo cammino, sempre arricchito da una vita privata ormai pubblica, dove si parla apertamente dei suoi problemi con alcool e cibo, è in continua discesa. Passa all’Everton, dove gioca una stagione e mezzo con 38 gare e 1 solo gol, poi al Burnley (6 partite), prima degli ultimi scampoli passati tra la Cina in seconda divisione, e il Boston United, ancora in Inghilterra. Nel 2004 decide ufficialmente di abbandonare il calcio, dopo 481 partite e 110 gol, rimanendo probabilmente uno dei maggiori rimpianti per tutti gli amanti di questo sport.

Forte, fantasioso, capace di giocate incredibili, ma di altrettanti vuoti, di una vita sregolata fino all’eccesso, e di almeno un paio di infortuni seri che ne hanno decisamente tarpato le ali nei suoi momenti migliori. Gascoigne, però, rimane uno dei giocatori più forti degli anni novanta, un giocatore non solo tecnico, ma anche fisico, difficile da spostare, da contrastare. Ha incantato e si è fatto amare, anche fin troppo, dai tifosi che lo hanno sostenuto, guadagnandosi il permesso di qualche uscita fuori pista di troppo. La sua fragilità, il suo lottare contro qualche strano fantasma, la sua incapacità di gestirsi, lo hanno costretto ad una carriera sportiva, e una vita poi, non all’altezza del campione che è stato e che poteva essere.

Per tutti quelli che lo hanno visto, che lo hanno vissuto, John Paul Gascoigne rimarrà sempre Gazza, eternamente legato alla sua doppia natura, quella di giocatore dalle qualità eccelse, e di uomo dalle terribili fragilità. Gascoigne ha segnato un’epoca, nel bene e nel male, e rappresenterà sempre uno dei giocatori più incredibili mai visti su un campo di calcio.

Alessandro Grandoni

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Last modified on Tuesday, 23 June 2020 08:29
Alessandro Grandoni

Direttore Responsabile, Giornalista Pubblicista dal 2005, ha collaborato con varie testate giornalistiche e diretto, tra le altre, il portale www.calcionazionale.it

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