INSIDE | Napoli - Juventus, il blocco granitico di Gattuso, i problemi dei bianconeri

Gennaro Gattuso - allenatore del Napoli, vincitore della Coppa Italia 2019/2020 Gennaro Gattuso - allenatore del Napoli, vincitore della Coppa Italia 2019/2020

Si è decisa ai calci di rigore ma è molto più in profondità, che va letta la Finale di ieri sera di Coppa Italia, disputata allo Stadio Olimpico di Roma. Il Napoli di Gennaro Gattuso (al primo trionfo da allenatore) ha conquistato la sesta "coccarda" della sua storia, battendo ai penalty per 4-2 i bianconeri dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari. Ma aldilà degli errori dal dischetto di Dybala e Danilo e delle perfette esecuzioni dei partenopei, da Insigne a Politano, da Maksimovic a Milik quello che si è visto è un gruppo compatto, che fin dalla semifinale casalinga contro l'Inter, ha dato la netta sensazione di volere questo trionfo e di andarselo a prendere, per voglia, abnegazione e fame. Detto delle qualità morali del gruppo azzurro di Gattuso, veniamo ai meriti tecnici andando a snocciolare la partita di ieri sera, anche al netto delle difficoltà della Juventus di Maurizio Sarri, sia momentanee, che di struttura.

Partendo proprio dai bianconeri, è stato facile notare ovviamente che la prima mezzora di gioco è stata la migliore. Cosi come contro il Milan, il maggior dinamismo iniziale della Juventus, ha portato a diverse situazioni di gioco positive e anche a qualche conclusione, di cui una veramente pericolosa. Con entrambe le compagini schierate con un 4-3-3 (ma ben diversa è stata l'interpretazione), la Juventus è partita pressando a tre-quarti (più in basso rispetto alla gara con i rossoneri, che non hanno strutturalmente un reparto arretrato come quello partenopeo, ne la capacità di abbassarsi completamente dietro la linea del pallone). Gli errori di Demme e di Meret in fase d'impostazione, sono stati si qualitativi nei primi minuti, ma anche indotti dalla posizione sia dei tre davanti (con Ronaldo tornato a sinistra e Matuidi - Alex Sandro a supporto, con Dybala centrale e Douglas a destra). L'occasione di Ronaldo su assist di Dybala si riferisce proprio a questo.

L'intelligenza di Gattuso ha bloccato successivamente questo sviluppo, abbassando il raggio d'azione di Fabian Ruiz (era lo spagnolo da quel punto in poi a prendere la sfera dal basso), con elastico tra le linee bianconere coadiuvato da Zielinski e sui lati da Callejon e Insigne. Detto del tiro da fuori di Bentancur (che è stata l'altra occasione bianconera di costruzione), mentre la ripartenza Dybala - Ronaldo, con perfetta uscita di Meret viene da tutt'altra situazione di gioco. Con Fabian Ruiz a dare aiuto a Demme, gli azzurri che rientravano compatti, lasciando le sole corsie esterne ai bianconeri, che al cross sono arrivati ben poco e che in realtà a poco sarebbe servito, mancando del tutto un uomo d'area. Ben più che con il Milan, sono emerse le difficoltà strutturali della squadra allenata da Maurizio Sarri. L'assenza di Higuain pesa in questo senso, perchè il vuoto in area con una squadra come quella partenopea che quando difende bassa non lascia spazi centrali si acuisce ancor di più.

Sono mancati gli inserimenti in tal senso, che potessero aprire la retroguardia azzurra. Il problema strutturale di cui parliamo nel titolo è riferito a questo, con un possesso palla lento (legato al discorso del rendimento di Pjanic), considerando come delle mezzali solo due sono veramente a disposizione (Ramsey fisicamente non da sempre affidamento, Rabiot è ancora tenero per usare un eufemismo, mentre Khedira, che è l'unico ad avere e dettare i tempi della squadra, è più spesso in infermeria ormai che in campo). Al netto del ko ai rigori, se la fase di pressing può adesso durare solo mezzora, diventa complicato pensare ad un prossimo futuro roseo. Considerando infine come i ritmi ovviamente per tutti saranno molto bassi (ieri sera nell'ultima parte del match, sembrava una gara d'inizio stagione, di quelle che di solito si giocano ad Agosto). Importante e su questo entra in ballo la società, sarà al termine di questa lunga e insolita annata, fare un rinnovamento del reparto mediano.

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Dai problemi dei bianconeri, veniamo ovviamente ai meriti del Napoli di Gennaro Gattuso, che sin dall'arrivo ha saputo andare oltre al lavoro svolto da Carlo Ancelotti nel suo anno e mezzo partenopeo. Ripartendo dal 4-3-3 sarriano, ha impostato un centrocampo che aspetta molto più basso che in precedenza, intuendo come dare equilibrio alla fase difensiva (non a caso sia con l'Inter che con la Juventus, il duo Maksimovic - Koulibaly sia stato praticamente perfetto e non sarà semplice per Manolas adesso riprendere il posto), usando un pressing molto più ragionato, nel senso di rispettare i tempi della partità, tanto le qualità nel palleggio di Insigne, Mertens e compagni non cambiano. Aldilà dell'aspetto emotivo, Gattuso è un maestro nel far gruppo, ricompattando in poco tempo tutto l'ambiente azzurro, per fissare un obiettivo primario (la Coppa Italia appunto). Stupendo in tal senso il discorso dopo la vittoria finale di ieri sera tenuto al centro del campo, dove ha immediatamente alzato l'asticella guardando ad una lotta Champions in campionato ancora lunga.

 

L'intelligenza del tecnico ex Milan è venuta fuori anche nella seconda parte di gara, con gli inserimenti di Politano e Milik, entrambi subito pericolosi nella zona di sinistra della retroguardia bianconera. Quella per intenderci più vulnerabile e non è un caso, che l'occasione di Demme (con deviazione in angolo di Buffon) nella parte finale della prima frazione sia venuta lì, con conseguente palo esterno di Insigne sugli sviluppi del corner. Infine l'occasionissima nel recupero sempre da calcio d'angolo, ma il tutto nasce dall'errore d'impostazione di Bernardeschi (uno su cui bisognerebbe fare un pezzo a parte e altro elemento su cui la maglia bianconera è di troppo) che ha regalato letteralmente il corner.

I rigori hanno fatto il resto e completato una cinque giorni dove il Napoli ha ampiamente meritato questa Coppa Italia, a dimostrazione il lavoro di campo spesso, paga più di tutto il resto.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

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Last modified on Thursday, 18 June 2020 09:29
Fabrizio Consalvi

Caporedattore - Giornalista Pubblicista dal 2015

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