RITRATTI | Dejan Savicevic, naturalmente il Genio

Dejan Savicevic - Attaccante - Ac Milan 1992-1998 Dejan Savicevic - Attaccante - Ac Milan 1992-1998 Ac Milan

Il Genio. Scritto con la maiuscola, per celebrare uno dei calciatori più forti e lunatici degli anni '90, perchè sennò quella parola non avrebbe assolutamente senso e soprattutto quel soprannome non avrebbero luogo. Parliamo di Dejan Savicevic, nato a Titograd, l'odierna Podgorica, il più forte giocatore della storia montenegrina, in grado di interpretare tutti i ruoli d'attacco senza far mai mancare la sua classe e il suo estro. Fenomeno vero di Stella Rossa prima e Milan poi, in grado di vincere ben due Coppe dei Campioni da assoluto protagonista e di restare impresso nella memoria sia dei tifosi che dei suoi avversari.

Dejan Savicevic - dal Buducnost alla Stella Rossa

Dejo inizia la sua carriera nel Budcnost Titograd, con cui ha giocato dal 1982 al 1988 e dove realizza un totale di 35 reti in 131 partite, dove affina la sua abilita di interpretare tutti i ruoli d'attacco, da interno, trequartista, regista ovviamente e mezza-punta. Poteva essere impiegato anche da attaccante vero e proprio (il moderno falso nueve) e da esterno di centrocampo. Fantasista agile, veloce e talentuoso, mancino e abile nel fornire assist per i compagni, era specializzato in grandi giocate e dribbling, molto dotato anche sul piano atletico. Giocatore dal carattere controverso, discontinuo nel rendimento e per nulla disciplinato tatticamente, quest'ultima caratteristica in comune con molti suoi connazionali arrivati successivamente, basti pensare a Mirko Vucinic oppure a Stevan Jovetic, entrambi montenegrini.

Savicevic viene acquistato dalla Stella Rossa nell'estate del 1988, andando a formare prima con Pixie Stojkovic, poi con Prosinecki, Pancev e gli altri, una compagine formidabile, in grado di arrivare sul tetto d'Europa nel giro di due anni. A Belgrado Savicevic vince tre campionati consecutivi, diventando mano a mano il leader tecnico della squadra e idolo del Marakanà. Nella Coppa dei Campioni 1988-89 fa letteralmente impazzire il Milan di Sacchi nel ritorno degli Ottavi di Finale, portando in vantaggio la sua squadra, nel match poi sospeso per nebbia e ripetuto il giorno successivo. Il giorno dopo, nel recupero della sera prima, Dejan non è lo stesso. Tipicità degli artisti. Il rigore sbagliato, nella serie di penalty, aiuta il Milan ad accedere ai Quarti di Finale di una Coppa che conquisterà in quel di Barcellona nella storica Finale con la Steaua Bucarest.

 

 

Nella Coppa Uefa dell'anno successivo firma invece 3 reti su 6 gare disputate, con doppietta nel match interno al Colonia negli Ottavi di Finale, dove la Stella Rossa verrà eliminata nella gara di ritorno in Germania. Ma la scalata al trofeo più importante sta per arrivare nel 1990-91, con la prima storica e unica Coppa dei Campioni vinta da una compagine dell'est Europa. La Stella Rossa di Ljupko Petrovic. Con la cessione di Stojkovic al Marsiglia del rampante Bernard Tapie nell’estate del 1990 arriva il momento chiave. Il team può rinunciare al suo capo popolo. In rosa c’è gente del calibro di Belodedici, Jugovic, Binic, Pancev, oltre al già citato Prosinecki. Sono pronti conquistare l’Europa. E poi c’è il Genio, capace di andare a segno nella vittoriosa semifinale di andata contro il Bayern Monaco disputata nell'ormai vecchio Olympiastadion. E' il propellente per far decollare il razzo biancorosso verso la vittoria di Bari contro il Marsiglia. In quella Finale Savicevic non calcia i rigori, ma il suo dovere l'ha compiuto ampiamente in precedenza. Nel suo periodo alla Stella Rossa mette a segno 23 gol su 72 gare totali, classificandosi secondo nel Pallone d'Oro del 1991 vinto da Jean-Pierre Papin, dopo aver vinto anche la Coppa Intercontinentale (con espulsione di Savicevic).

 

Dejan Savicevic - l'arrivo al Milan

Viene acquistato dal club rossonero nell'estate del 1992 per 10 miliardi di lire, andando a completare una compagine che all'epoca vedeva i tre olandesi nella loro ultima stagione insieme, più Boban e Jean Pierre Papin. Solo che a differenza di oggi, si potevano schierare solo 3 stranieri contemporaneamente in campo e nella prima stagione in Italia il montenegrino trova complessivamente uno scarso minutaggio, anche per via dell'agguerrita concorrenza in un Milan che è uno dei più ricchi di stelle di sempre. Il primo gol arriva il 24 Gennaio del 1993 contro il Genoa, mentre in totale in campionato firma 4 gol, compresa una doppietta alla Fiorentina. Vince il suo primo Scudetto italiano e quarto campionato complessivo, non trovando molto spazio nella Coppa dei Campioni, che vede i rossoneri di Capello (con cui non ha avuto inizialmente un grande rapporto, vista la differenza abissale tra i due) battuti in Finale dall'Olympique Marsiglia in quel di Berlino.

 

La gloria, quella definitiva, arriverà la stagione successiva 1993-94. Vanno via Rijkaard e Gullit, il primo all'Ajax, il secondo alla Sampdoria, mentre Marco Van Basten è al passo d'addio al calcio, così il Genio di Savicevic può esplodere in tutto per tutto in quel di Atene. Intanto dal Marsiglia, a novembre, arriva Marcel Desailly, di professione difensore centrale, che viene re-inventato con grande successo come centrocampista davanti alla difesa ed è una delle chiavi del double Scudetto-Champions League ’94. Per Savicevic ci sono 4 gol stagionali, nessuno in campionato su 20 presenze, dove il Milan trionfa senza grossi problemi, un assist in Supercoppa Europea persa contro il Parma (giocata al posto dell'Olympique Marsiglia dopo lo scandalo che coinvolse la società allora di Bernard Tapie) e un assist in Supercoppa Italiana vinta per 1-0 sul Torino. Ma soprattutto ci sono 3 gol in Champions League, di cui 2 al Werder Brema nella fase a gironi e la Finale di Atene sul Barcellona di Crujiff. Dove Savicevic è letteralmente imprendibile per tutta la gara. L’assist per il primo di gol Massaro è solo l’antipasto ma è il gol del momentaneo 3-0 con pallonetto beffardo su Zubizarreta, dopo aver superato Nadal.

Gioca da protagonista a Milano anche nel successivo biennio, peraltro in termini numerici il più positivo sul piano personale. Nella stagione 1994-95 segna 9 gol in campionato su 19 presenze, in una stagione che segna il prologo della fine dell'era Capello, con Scudetto alla Juventus e Finale di Coppa dei Campioni (la terza consecutiva) persa in quel di Vienna contro l'Ajax di Van Gaal (a segno Kluivert). Savicevic non gioca quella gara per un risentimento alla coscia destra. Vince comunque un'altra Supercoppa Italiana, nel 5-4 ai rigori contro la Sampdoria e una Supercoppa Europea, in doppia sfida contro l'Arsenal (che aveva vinto la Coppa delle Coppe sul Parma). Infine sfugge di nuovo la seconda Coppa Intercontinentale della sua carriera, con il ko del Milan con il Velez Sarsfield, mentre l'anno prima era stato il San Paolo a battere i rossoneri.

 

L'ultimo trionfo in rossonero è lo Scudetto del 1995-96, l'ultimo anche dell'era Capello che l'anno seguente sarebbe andato al Real Madrid. Savicevic forma con Baggio, Boban e Weah un super reparto d'attacco, mettendo a segno 6 reti in campionato su 23 presenze, un gol in Coppa Uefa e 2 in Coppa Italia. Nonostante il ritorno di Capello nell'estate del 1997, il Milan vive un'altra stagione complicata, dove comunque raggiunge la Finale di Coppa Italia (persa contro la Lazio). Savicevic segna l'ultimo gol in maglia rossonera l'8 gennaio 1998, nel Derby di andata contro l'Inter valido per i Quarti, che si chiude con lo storico punteggio di 5-0 per il Milan.

Dejan Savicevic - il Rapid Vienna e il futuro da tecnico

Torna nel Gennaio del 1999 alla Stella Rossa, dove resta per soli cinque mesi, disputando solo 3 partite, prima di trasferirsi al Rapid Vienna, per quella che è la sua ultima squadra di club prima del ritiro. In Austria segna 12 gol su 26 gare nell stagione 1999/2000, mentre chiude con 8 gol su 28 gare l'annata seguente. Inizia quindi la sua carriera da allenatore, diventando Commissario Tecnico della Jugoslavia dal 2001 al 2003 e della sola Serbia e Montenegro nel 2003. Nella sua carriera in Nazionale da calciatore ha siglato un totale di 20 gol su 52 gare, disputate dal 1988 al 1992 (con la Jugoslavia unita) e dal 1994 al 1999 (con la vecchia denominazione, ma con le sole Serbia e Montenegro). Infine Savicevic ha partecipato a due edizioni dei Mondiali senza andare a segno, nel 1990 in Italia con la vecchia Jugoslavia eliminata ai rigori dall'Argentina nei Quarti e nel 1998 in Francia eliminato agli Ottavi dall'Olanda.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       Fabrizio Consalvi

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Fabrizio Consalvi

Caporedattore - Giornalista Pubblicista dal 2015

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